tsportinthecity

Alla fine l’oracolo parlò… per non dire nulla

Tempo di lettura: 3 minuti

Le due notizie arrivano in rapida sequenza, ovviamente correlate una all’altra: appena il tempo di apprendere dal quotidiano locale Il Piccolo dell’assegnazione della concessione del PalaEur alla cordata guidata da Paul Matiasic, avvenimento che segna di fatto la fine del rapporto fra l’avvocato californiano e Trieste, che arriva immediatamente la risposta della Pallacanestro Trieste, la quale pubblica un comunicato sibillino che riporta una dichiarazione della proprietà, che si pronuncia dopo mesi di silenzio sprecando, però, la ghiotta occasione: è un comunicato che non spiega alcunché, rimane nel vago e rimanda tutto a dopo la conclusione dei playoff, come se ormai il risultato del campo possa avere un qualche significato per qualcuno, nel gruppo squadra (come chiaramente visto contro Cremona) e fra i tifosi.

Peraltro, un lancio ANSA delle 18:58 riporta testualmente: “(ANSA) – ROMA, 11 MAG – Eur Spa, società proprietaria del Palazzo dello Sport di Roma, ha ricevuto le proposte dai soggetti interessati a locare la struttura per alcuni incontri della prossima stagione, 2026/2027, del campionato di basket di serie A. Lo rende noto la stessa società, informando che le offerte sono giunte a scadenza del termine previsto per la ricezione e che sono al momento in corso le attività istruttorie per la valutazione.”. La partita per il PalaEur, dunque non sembra affatto chiusa qui, almeno stando alle fonti ufficiali: evidentemente Donnie Nelson deve aver rilevato un pertugio in cui infilarsi per non perdere definitivamente la corsa, ma siamo nel campo delle ipotesi. Ipotesi che quantificherebbero in 5 milioni per una stagione da 16 partite l’offerta di Matiasic per l’affitto dell’impianto, una cifra che fa sorridere chi nel corso del suo anno e mezzo alla guida della Pallacanestro Trieste ha ascoltato l’ineffabile avvocato di San Francisco dissertare sulla sostenibilità dell’investimento nella pallacanestro.

L’ufficio stampa della Regione, dal canto suo, riporta le parole del Presidente Fedriga pronunciate al termine dell’incontro in videocall con Matiasic avvenuto nel pomeriggio, parole che ricalcano sostanzialmente quelle del comunicato del club, con la sottigliezza stilistica della scelta dell’espressione “alto livello” piuttosto che “massimo livello possibile” riferito al progetto sportivo futuro. Cambia poco, o forse tutto.

Ed infine, arriva per incontri ravvicinati che rilancia l’idea di una terza via, affermando che Matiasic stia in effetti per trasferirsi a Roma, ma senza portarsi dietro il titolo di Trieste, bensì quello di un’altra squadra di LBA, evidentemente ancora da acquisire: ce n’è in abbondanza per tenere con il fiato sospeso mezza Serie A con una vicenda che mette interessi economici, clientelismi, la becera mercificazione ben al di sopra del merito sportivo, della storia e di una cultura così lontana da quella di questi nuovi Unni giunti da oltre oceano a dare lezioni di marketing e managerialità rischiando per contro di acquistare la Fontana di Trevi.

Riportiamo di seguito la pronuncia dell’oracolo californiano, ognuno è libero di interpretarla come meglio crede, carpendone i significati reconditi, tanto ad essa seguirà almeno un’altra settimana di indispettito silenzio. La sensazione è che non aver parlato chiaro nemmeno in questa occasione potrebbe voler dire che la chiarezza non sia esattamente la cifra distintiva del pensiero della proprietà, così come che quel “al più alto livello possibile” abbia un sinistro significato recondito o, infine, che l’attesa della fine dei playoff possa essere una gentile concessione ai vertici federali e di LBA più che un tentativo di tenere il focus esclusivamente sul campo. Ciò che, invece, comincia a delinearsi chiarissimo è l’esaurimento della nostra pazienza, trasformatasi velocemente nel profondo fastidio di sentirsi clamorosamente presi in giro. La tregua armata con la proprietà è finita: Paul Matiasic è stato definitivamente scaricato dalla città come uno fra i peggiori protagonisti della cinquantennale storia della Pallacanestro Trieste. La speranza, flebile, è quella che non si trasformi anche nel peggiore traditore.

La proprietà della Pallacanestro Trieste annuncia di aver definito un piano strutturale volto a garantire la competitività e la sostenibilità della squadra al massimo livello possibile. I dettagli del progetto sviluppato negli ultimi mesi, discusso con gli stakeholder della pallacanestro e della Regione, saranno resi noti al termine degli attuali playoff, mantenendo nel frattempo l’attenzione completamente focalizzata sul ruolo della Pallacanestro Trieste nell’attuale e decisiva fase di campionato

Torna in alto