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La regina dei Balcani

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di Andrea Furlanetto

La nostra posta arriva stavolta da Stara Zagora, che significa in bulgaro “vecchia città dietro la montagna”. Il nome fotografa perfettamente la situazione, in quanto essa si trova nella celeberrima Valle delle Rose, sovrastata dalla Sredna Gora ed è una delle città più antiche d’Europa. Fondata tra il 700 e il 600 a.C., già nel 500 a.C. era un centro piuttosto importante, in cui l’attività agricola era affiancata dalla lavorazione dei metalli. Il nome originario che i Traci diedero alla città, è oggi il nome della locale squadra di calcio: Beroe. Conquistata nel corso dei secoli da Romani, Bulgari e Ottomani, dista solo 130 km da Edirne, capitale della Tracia Orientale (Turchia) e 180 km da Komotini, capitale della Tracia Occidentale (Grecia), immersa nel crogiolo etnico, linguistico e culturale balcanico, vero ponte tra il mondo slavo e quello turco. 
A chi è innamorato della geografia quanto del calcio, farà senz’altro piacere sapere che il Beroe – a fronte di un solo campionato bulgaro vinto a metà anni ‘80 – ha conquistato ben quattro volte la Coppa dei Balcani, una competizione disputata tra il 1961 e il 1994 tra i club della regione, sopravanzando ogni altra squadra nell’albo d’oro del torneo. Il gagliardetto qui fotografato risale alla seconda di queste vittorie, quella riportata contro la Dinamo Tirana, e fu scambiato il 22 ottobre del 1969, in occasione dell’incontro di andata, vinto per 1-0 dagli albanesi grazie a un goal di Ishka. Sette giorni dopo, accadde un fatto più unico che raro nella storia del calcio: dopo che la rete di Ivanov al 20’ aveva riportato in parità le due squadre, l’arbitro assegnò un rigore piuttosto dubbio ai “zeleniti” e la Dinamo abbandonò il campo in segno di protesta, perdendo così il trofeo. Questo episodio, che desta tuttora rimpianti tra i sostenitori della Dinamo, è stato solo parzialmente vendicato dalle tarme, le quali si sono dedicate con discreta determinazione alla seta crêpe de chine dipinta a mano, come i visitatori con l’occhio più allenato potranno notare. 

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