Ultimo appuntamento della stagione tra le mura amiche da parte dell’Udinese che domenica sera ospiterà i grigiorossi della Cremonese, assetati come non mai di punti per cercare di mantenere al fotofinish la massima serie a discapito del Lecce. Al netto delle motivazioni in campo, sicuramente diverse per le due formazioni, è immaginabile che non sarà comunque una gara qualunque. Gli uomini di Runjaic hanno ancora un’ipotetica possibilità di andare – per dirla alla Del Neri- a “sgrafare” quell’ottavo posto che significherebbe consacrazione di una stagione finita a ridosso delle grandi, sempre per quanto si possa parlare di grandi nel comatoso stato del calcio nostrano.
Tanti sono i protagonisti che, crediamo, non desiderino lasciare strada alla Cremonese ma preferiscano togliersi qualche sassolino dalla scarpa, in una stagione costellata a volte anche da forti critiche più o meno giustificate. Se poi consideriamo che la maggior parte dei mugugni della tifoseria friulana è maturata a causa delle apatiche prestazioni nelle gare casalinghe – persi punti con Verona, Cagliari, Genoa, Pisa e Parma – allora certamente di motivi per far bene di fronte al pubblico amico ce ne sono eccome.
Per qualcuno potrebbe essere l’ultima partita giocata davanti ai propri attuali tifosi – se parliamo di Solet, Kristensen o Atta non pensiamo di discostarci molto dalla realtà – perché le sirene di mercato chiamano e come tradizione vuole le casse societarie vanno rimpinguate adeguatamente.

Per altri, vedi Zaniolo, Ekkelekamp e Davis, sarà l’occasione di un doveroso tributo e scambio di affetto con un pubblico che li ringrazierà per quanto dato, almeno quanto loro dovrebbero farlo con una piazza che li ha valorizzati come da tradizione di antica memoria friulana, vedi i vari Handanovic, Bierhoff, Amoroso per fare banali esempi. Certo per Zaniolo il discorso è leggermente diverso, in quanto mai nessuno ha dubitato delle sue immense qualità tecniche, ma sta di fatto che, volente o nolente, è Udine la città dove si è effettivamente ritrovato calcisticamente.
Per non parlare di Runjaic, tecnico su cui si sono adoperate e sprecate le più varie espressioni. Antipatico, glaciale, anafettivo con i tifosi, non particolarmente creativo e innovativo nel disegnare il gioco, ma senza ombra di dubbio il condottiero che in questi ultimi 14 anni ha meglio saputo valorizzare la rosa di giocatori messa a disposizione da Paron Pozzo. Ecco riteniamo siano questi i motivi per cui la Cremonese arriverà a Udine certamente con il coltello tra i denti, ma non potrà pensare di venire a fare una scampagnata domenicale in Friuli.
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