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Su e giù dal podio

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Difficile se non impossibile trovare qualcuno che si salvi dopo la surreale sconfitta con la Cremonese.

SU:

DAVIS: Almeno dà l’impressione di essere sceso in campo. Corre e si danna l’anima ma senza costrutto perché dei suoi compagni nessuno risponde presente ed in particolare il suo compagno di reparto Buksa è un predestinato…alla panchina perenne. Incolpevole!

SOLET: La sua è una partita piena di errori in appoggio e di girovagare a vuoto ma almeno ha il merito di sfiorare il gol del pareggio nel finale con l’unica conclusione reale di tutta la gara. Ai saluti!

MILLER: Lui vorrebbe anche giocare ma niente da fare, Atta si guarda in giro, Karlstrom decide che può bastare così e il giovane scozzese si ritrova attorniato dal nulla ogni qual volta vorrebbe far ripartire la manovra. Solitario!

IL PUBBLICO: Splendidi i tifosi friulani che dalla curva incitano i propri beniamini prima della partita e soprattutto alla fine per ringraziarli della stagione anche dopo aver assistito ad una partita da rimborso del ticket! Encomiabili!

GIU’

KABASELE: Sulla valutazione negativa pesa senz’altro l’erroraccio che consente ai lombardi di andare in vantaggio. Per il resto ritmo lento e gambe molli certificano una prestazione in linea con i suoi compagni di reparto. Deludente!

KARLSTROM: Fa specie che a fine partita sia proprio il capitano svedese a non riuscire a darsi una spiegazione sulla prestazione così negativa e apatica della sua squadra. Se non fosse che la spiegazione forse non è poi così difficile da comprendere anche per noi comuni mortali, ci sarebbe da preoccuparsi per cotanto stato confusionale. Smarrito!

BUKSA: Senz’altro il migliore in campo….della Cremonese. Mai pericoloso, mai un appoggio lodevole, addirittura intralcio per le poche sgroppate di Davis. Se si trova un biglietto Ryan vantaggioso, è consigliabile rispedirlo in Polonia. Non pervenuto!

LA SQUADRA: Salutare con una prestazione del genere la propria tifoseria non è stato un bello spettacolo. Ed è inutile tirare fuori giustificazioni come la mancanza di motivazione o la testa al mercato di qualche protagonista. Di partite schizofreniche quest’anno l’Udinese ne ha giocate parecchie ma quella di ieri sera assomigliava più a quella di un malato immaginario. Spiacevole!

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