Con il decreto emanato in mattinata dal Ministero dell’Agricoltura, Trieste si trova a chiudere le porte dell’ ippodromo di Montebello a causa della rinuncia della Nordest Ippodromi – società che gestisce ormai da parecchi anni l’anello giuliano – ad organizzare i convegni di corse (18 giornate totali ) di questo 2026, a causa di parecchie problematiche inerenti alla gestione ed alle spese da sostenere, passando nel contempo la patata, più o meno bollente, al Comune di Trieste che ne è il proprietario e che recentemente ne aveva prorogato alla società trevigiana l’ affitto fino al 2031.
Ora gli scenari vanno valutati sia per i soggetti presenti nei box, per i loro guidatori e per gli allenatori ma, dal momento della consegna effettiva delle chiavi, dovrà essere il Comune di Trieste a districare questa matassa, probabilmente aprendo un bando riservato a chi vorrà subentrare (come già fatto in altre realtà nazionali ), oppure prendendo altre strade tutte da valutare .

Ecco il provvedimento ufficiale del Ministero:
“3 Febbraio 2026. La Direzione Generale per l’Ippica del MASAF comunica che, con Decreto Direttoriale nr. 51425 del 03/02/2026 è stata disposta la revoca del riconoscimento per l’anno 2026 alla società di corse Nordest Ippodromi S.p.A. per l’organizzazione delle corse ippiche presso l’Ippodromo di Trieste (Montebello). Il provvedimento recepisce gli esiti dell’istruttoria e prende atto della comunicazione della società, che ha rappresentato l’impossibilità di garantire la gestione dell’attività di corse 2026 nell’impianto.
In conseguenza della revoca, le giornate di corse assegnate a Trieste dal calendario 2026 saranno ridistribuite con successivo provvedimento, secondo i criteri stabiliti per la determinazione del calendario nazionale. La valutazione dei criteri relativi alla qualità di impianti, strutture e servizi dell’ippodromo di Trieste sarà effettuata in occasione di una eventuale futura nuova istanza di riconoscimento. Dal decreto non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato; l’atto è trasmesso agli Organi di controllo e pubblicato sul sito istituzionale del Ministero.”
