In un autunno dal clima mai così mite e ancora lontani dal prossimo Natale, per le vie di Udine c’è già chi pensa che mister Runjaic non arriverà a mangiare il panettone. Intanto domenica a pranzo arriva il Lecce per una sfida che sa già di ultima spiaggia per il tecnico tedesco. Non è tanto la classifica che può preoccupare alla settima giornata di campionato, quanto il modo in cui sono maturate le quattro sconfitte consecutive e la gestione, a dir poco incomprensibile, della rosa anche in corso di gara.
Al di là della sfortuna, degli infortuni e degli errori individuali (vedi Miller, Kabasele, Okoye e Bertola) che hanno portato alla debàcle con Cagliari e Torino, ciò che ha lasciato sgomenti addetti ai lavori e tifosi è la gestione, se non superficiale, quantomeno fin troppo compassata del condottiero bianconero, sempre monocorde nell’analizzare il percorso dei suoi giocatori.
Che la squadra, a rosa completa, abbia dei valori di media e buona caratura è fuori di dubbio, ma ci domandiamo se – proseguendo con questa gestione fisica e tecnica – mai la rosa sarà veramente a completa disposizione e se i giocatori siano realmente collocati nella loro migliore posizione e motivati, vedi Unai Gomez inspiegabilmente al centro dell’attacco contro i granata.

Se le sconfitte con Lazio ed Inter, al di là del calo fisico nella ripresa, hanno una chiara origine dal differente tasso tecnico tra le tre squadre, così non si può dire soprattutto per l’ultima gara giocata a Torino contro una squadra in evidente difficoltà sotto tutti i punti di vista ma che – fortuna sua – ha dovuto fare solo lo sforzo di assistere a uno sterile ed inutile possesso palla dei friulani, condito dal film horror andato in scena a causa dell’uscita scellerata di Okoye.
Cerchiamo di essere chiari. Non tutte le colpe sono ascrivibili al tecnico tedesco ma è certo che, oltre a non scaldare granchè i cuori dei tifosi, Kosta Runjaic sembra peccare anche in fase di lettura a gara in corso, vedi inserimenti tardivi di Alaba e Davis, nonché formazione di partenza con Ebosse titolare e Unai Gomez al centro dell’attacco.
Domenica arriverà il Lecce non certo il Real Madrid, ma questo poco conta. Nella situazione attuale non ci si può immaginare una sterzata del gioco e di chissà quale alchimia tattica. L’unica cosa da cui non si potrà prescindere stavolta è il risultato positivo unito a una corretta spinta motivazionale nei giocatori che solo un tecnico consapevole potrà fornire. In caso contrario è facile immaginare che, nonostante le previsioni meteo, freddo e gelo caleranno al Blue Energy Stadium.
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