TORINO-UDINESE 2-1 (1-1)
Marcatori: 36′ Bragança (T), 43′ Ekkelenkamp (U), 67′ Kulenovic (T)
TORINO (3-5-1-1): Perri, Comuzzo, Coco, Rodriguez (46′ st Ismajli), Belghali, Oristanio (54′ st Vlasic), Mandragora, Bragança (54′ st Ilkhan, 77′ st Gineitis), Cacciamani, Adams (64′ st Kulenovic), Simeone. All. Abate
UDINESE (3-4-2-1): Okoye, Abankwah (60′ st Bertola), Solet, Ebosse, Vojvoda (72′ st Alaba), Zarraga (62′ Jovanovic), Karlstrom, Kamara (81′ st Arizala), Chakvetadze, Ekkelenkamp, Unai Gomez (72′ st Davis). All. Runjaic
Arbitro: Crezzini
Ammoniti: Bertola (U).
Ricomincia il campionato dopo la pausa della nazionale e l’Udinese più brutta della stagione sprofonda in quel di Torino contro una squadra mediocre ma che almeno ha mostrato la “garra” obbligatoria nella massima serie. A scusante della pessima prova offerta dai friulani non vi possono essere nemmeno i numerosi infortuni per una squadra che è scesa in campo con una formazione priva di logica. Il tecnico tedesco propone un undici dal sapore tattico probabilmente chiaro solo a lui, con Ebosse e Zarraga titolari e imbottendo il resto della squadra di centrocampisti trasformati in mezze punte come Unai Gomez – assolutamente fuori posizione – e il georgiano Chakvetadze. Lasciati precauzionalmente in panchina il neo arrivo Alaba e il recuperato Davis (come se la sfida di ieri fosse così semplice da poterselo permettere).
Si comincia e per mezzora va in scena la noia assoluta. Il Torino è poca cosa anche in fase di palleggio e ha l’unico merito di possedere una punta comunque degna di questo nome, Simeone. I friulani incominciano a tessere una rete fittissima di passaggi senza mai trovare un terminale adatto in quanto Unai Gomez la punta non la sa proprio fare ed è autore solo di due conclusioni sbilenche.
Sono solo Kamara, Solet ed Ekkelekamp, ogni tanto, a far immaginare che qualcosa di buono possa succedere dalle parti dell’area granata, ma è solo un fuoco di paglia. Il Torino attende perché oggettivamente altro non può fare visto la scarsa qualità ma neanche troppo a sorpresa al 36’ passa in vantaggio.
Sugli sviluppi di un corner, Mandragora mette la palla in area con Simeone che ci prova di testa. Sulla carambola interviene Adams che al volo prende il palo, con Braganca lesto a ribadire in rete battendo tutti sul tempo. Il Torino, trovato il vantaggio, ancora di più non cambia atteggiamento, e l’Udinese ricomincia a palleggiare trovando però subito il gol del pareggio, grazie esclusivamente a una bella giocata di Ekkelekamp – il migliore dei suoi – che, imbeccato da Ebosse, ingannato con una finta Comuzzo, scaglia un diagonale su cui il portiere granata Perri non può arrivare. Finisce così la prima frazione di gioco con tanti dubbi e perplessità sui bianconeri ma quantomeno con il risultato ancora di parità.

Inizia la ripresa e la musica non cambia. L’Udinese manovra sterilmente il pallone a centrocampo e si fa amale Abankwah per l’ennesimo infortunio muscolare, dando spazio al neo entrato Bertola. Comuzzo ci prova di testa ma non centra la porta, dopo una presa a saponetta di Okoye. Ma il bello – si fa per dire – deve ancora venire. Il croato Kulenovic, appena entrato, approfitta di una sciagurata uscita del portiere nigeriano Okoye, che pensando di essere il nuovo Greg Louganis, si tuffa per colpire il pallone di testa al limite dell’area, travolgendo la bella statuina Bertola e facendo carambolare il pallone sull’attaccante del Torino che, a porta vuota, segna e se la ride di cotanto regalo. L’imbarazzo in casa Udinese è palpabile. Entrano, colpevolmente in ritardo, sia Davis che Alaba ma il Torino si chiude efficacemente, rischiando solo al termine dei novanta minuti su una conclusione di poco fuori da parte del solito Ekkelekamp. La gara finisce, ma lo sgomento dei tifosi friulani di certo no. E ora, domenica a pranzo arriva il Lecce. Se non l’ultima chiamata per Runjiac poco ci manca.
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