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Sull’ orlo del precipizio

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Turno infrasettimanale per i bianconeri friulani impegnati mercoledì nel tardo pomeriggio nella trasferta di Parma, sfida a dir poco delicata per capire quale sia l’imbocco che società, squadra e allenatore stanno percorrendo per tentare di uscire dallo stato di coma apparso evidente nelle ultime gare.
A parole la società ha rinnovato la fiducia al tecnico tedesco senza soluzione di continuità ma è innegabile che, se a Parma dovesse arrivare la settima sconfitta consecutiva, sarebbe veramente arduo per chiunque spegnere il fuoco che arde sulla panchina friulana. Siamo certi che la rosa attuale non possa competere per zone particolarmente nobili della classifica ma – infortuni a parte – riteniamo che le prestazioni offerte dai singoli e dalla squadra siano enormemente al di sotto delle proprie possibilità. Per citare uno su tutti, nelle prime giornate con l’arrivo dell’ex comasco Vojvoda, i bianconeri sembravano aver risolto il problema degli esterni, ma dopo qualche giornata si è capito che quel problema in parte si era risolto solo sulla sponda occupata dal tanto vituperato Kamara, che invece sta offrendo prestazioni e continuità almeno degne della massima serie.

Hassane Kamara

L’apatia che ha preso piede in molti giocatori ha finito inevitabilmente per condizionare ed influenzarne altri che sino a qualche tempo fa avevano fatto vedere cose egregie, Ekkelekamp, Karlstrom e Davis- vedi il gol divorato a pochi passi da Maignan – per citarne alcuni. Lo stesso Zaniolo, prima arrovellato dalla questione contrattuale e successivamente fermato da qualche infortunio di troppo, non sembra essere il giocatore ideale per la gestione da leader quando le cose non vanno troppo bene e la sua carriera questo lo racconta abbastanza pedissequamente.
Pertanto su queste basi l’unico che può veramente tentare di far evaporare la nebbia presente su testa e gambe dei giocatori è il tecnico Runjaic che però, nella sua glacialità, appare monocorde e comunque convinto di essere sulla strada giusta. Con questi presupposti l’unica aspettativa diventa quella di dare voce al campo, perché sebbene il calcio non sia una scienza esatta, i numeri non mentono mai e domani sera la graduatoria potrebbe raccontare un’altra storia.

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