ATALANTA UDINESE 2 – 2 (0-1)
Marcatori: 40’ Kristensen (U), 55’ Davis (U), 75’ e 79’Scamacca (A).
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi, Kossounou (dal 57’ st Zalewski), Hien, Kolasinac (dall’87’ st Djimsiti), Bellanova (dal 57’ st Zappacosta), Musah (dal 46’ st De Roon), Pasalic, Bernasconi, Samardzic (dal 57’ st Krstovic), Sulemana, Scamacca .
UDINESE (3-5-2): Okoye, Kristensen, Kabasele, Mlacic (dal 46’ st Zarraga), Ehizibue, Ekkelenkamp, Karlstrom, Piotrowski (dal 62’ st Miller), Kamara (dall’80’st Arizala), Zaniolo (dal 62’st Atta), Davis (dal 76’ st Buksa)
Arbitro: Rapuano
Ammoniti: Mlacic (U), De Roon (U), Okoye (U)
L’Udinese si butta via negli ultimi quindici minuti facendosi recuperare il doppio vantaggio e torna da Bergamo con un pareggio che, con un po’ più di attenzione, sarebbe potuta essere una vittoria di prestigio contro l’Atalanta di Palladino. Mister Runjaic a sorpresa lancia nella mischia il giovane croato Mlacic accanto ai collaudati Kabasele e Kristensen, riproponendo davanti il duo Zaniolo-Davis, appoggiati da Ekkelekamp, Piotrowski e Karlstrom, prolungando almeno inizialmente il recupero del francese Atta che parte dalla panchina.
L’Atalanta parte con padronanza di palleggio mentre l’Udinese pressa alto per cercare di interrompere sul nascere le iniziative degli orobici. Il giovane croato Mlacic sembra soffrire le scorribande del ghanese Sulemana ed è costretto spesso all’intervento falloso. Dal canto loro i bianconeri si fanno vedere con un paio di dribbling di Zaniolo e proprio su un cross dello spezzino Davis viene anticipato, ma per poco Ezhibue con un destro non trafigge Carnesecchi.
Risponde l’Atalanta con un destro di Scamacca su assist di Samardzic che va fuori di un soffio. La pressione dell’ Atalanta cresce ma di grosse occasioni non ce ne sono, se non qualche mischia in area dei bianconeri sempre sventata dai difensori. L’Udinese si limita ad agire in contropiede ed il più pericoloso è sempre l’ex Zaniolo che con un tiro cross costringe Carnesecchi ad un intervento solo apparentemente facile per la deviazione in calcio d’angolo.
Ed è proprio su un calcio d’angolo che un po’ a sorpresa l’Udinese passa. Sul corner battuto da Zaniolo si avventa il danese Kristensen in una sorta di replay rispetto al gol fatto da Kabasele alla Fiorentina. Il danese sovrasta Kossounou e insacca alle spalle di Carnesecchi la rete del vantaggio proprio al tramonto della prima frazione di gioco.

L’Atalanta non si scompone e a inizio ripresa Palladino inserisce De Roon per aumentare il filtro a centrocampo. La mossa sembra dare subito dei buoni frutti al 50’, quando Pasalic serve Scamacca che si gira in un fazzoletto e fa partire un tiro di destro sul quale Okoye può solo restare a guardare: il palo salva l’estremo bianconero dalla capitolazione. L’Udinese non cambia atteggiamento e parte sempre di rimessa ma in modo più che efficace visto che, qualche minuto dopo, i friulani trovano addirittura il raddoppio con il bomber Davis che, all’interno dell’area di rigore, con un sinistro a giro imparabile, raddoppia, sfruttando un tiro a botta sicura di Zarraga ribattuto dalla difesa atalantina.
L’ Atalanta ha però il merito di non scomporsi e, complici anche i cambi di Palladino – con gli ingressi di Zalewski e Krstovic – sembra ritrovare forze fresche per una reazione più di gambe che di testa. Ci prova sempre il solito Scamacca in girata al volo ma trova la respinta del muro bianconero, stessa sorte toccata a Krstovic qualche minuto dopo. L’Udinese alleggerisce la pressione orobica con una sgroppata di Kamara che però colpisce l’esterno della rete con un tiro che poteva senz’altro aver miglior esecuzione. Al contropiede fallito fa seguito – come da regola non scritta – la punizione atalantina perché i nerazzurri trovano il gol che dimezza lo svantaggio con l’onnipresente Scamacca che, lasciato colpevolmente libero, incorna efficacemente il pallone crossato dal neoentrato Zalewski.
Neanche il tempo di rimettersi in carreggiata che l’Atalanta trova subito il pari che certifica la clamorosa rimonta di nuovo con Scamacca, che approfitta di un’azione insistita dove Okoye prima si disimpegna malamente rinviando il pallone sui piedi atalantini, poi ben respinge un tiro di Krstovic, ma nulla può in ribattuta sulla spizzata di testa del centravanti bergamasco che anticipa Ezhibue.
A questo punto l’Atalanta ci crede e l’Udinese è costretta a giocare in apnea gli ultimi dieci/quindici minuti, anche se sono proprio i bianconeri sul finale ad avere due buone occasioni in contropiede, prima con il subentrato Atta che con un destro potente e improvviso sfiora il palo a Carnesecchi battuto, poi con il polacco Buksa chiuso all’ultimo momento da Carnesecchi in uscita ed infine con Ekkelekamp che perde il tempo per la conclusione vincente. Gli ultimi minuti di recupero sono appannaggio dei nerazzurri che si limitano però ad esercitare una pressione senza far correre particolari pericoli ai bianconeri. L’arbitro Rapuano così finisce per mandare le due squadre negli spogliatoi certificando la divisione della posta tra le due compagini. La squadra di Runjaic conquista così un punto importante contro una squadra importante, ma l’impressione che si ha è che ancora una volta pochi momenti di black out abbiano condizionato il risultato di una gara comunque ordinata e ben giocata dai bianconeri.
