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Voci biancoverdi

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Ezio Peruzzo, confessa: al calcio d’inizio, un brividino l’hai provato?
“Sì, sì, sì – ammette il presidente del San Luigi – ma subito dopo mi sono spento perché il primo tempo l’abbiamo fatto veramente male…”

Al di là del risultato, era il primo impatto…
“Certo, l’impatto in campo era bellissimo e si tornava dopo sei anni ad assaporare questa categoria. Poi il secondo tempo l’abbiamo fatto anche discretamente meglio, però non siamo stati capaci di far gol.“

C’è ancora questa difficoltà in zona conclusione, sono i primi approcci anche alla categoria e bisogna tenere conto che ci sono sempre gli avversari…


“Questo è vero, questo è vero. Davanti non è che abbiamo fatto grandi cose: abbiamo scheggiato una traversa, abbiamo fatto due tiri ma, insomma, direi poco. Però, tutto sommato, il pareggio ci poteva stare. I rigori sono così, quindi dobbiamo cominciare a soffrire, questo è il fatto.”

Sofferenza va bene, ma fino a un certo punto: la squadra ha dimostrato, soprattutto nella ripresa, di poterci star bene nella categoria.
“Sì, sì, la squadra nel secondo tempo, con qualche cambiamento, è andata meglio. Poi, lo sappiamo, sarà un campionato durissimo e noi ce la metteremo tutta per poterlo affrontare. Ogni partita fa storia a sé, ogni partita ci tieni a vincerla: però, insomma, è un peccato perché ci tenevo ad andare avanti. Vuol dire che lavoreremo con più tranquillità per prepararci per la prima di campionato”.

Andrea Carretti, finalmente il debutto. Non giocavi da tanto tempo e finalmente ti sei tolto un grosso peso dallo stomaco. Come ha risposto il ginocchio?
“Il ginocchio – commenta il centrocampista biancoverde – ha risposto bene, sono contentissimo: erano 300 e passa giorni che non toccavo il campo in una partita ufficiale. L’ultima era in Eccellenza, la seconda di campionato. Oggi il risultato finale non è andato bene però, un piccolo sorriso lo porto comunque fuori dal campo.”

Quando sei entrato in campo avevi qualcosa dentro che poteva esplodere, vero?
“Beh certo, la voglia è tanta e gli ultimi periodi sono stati un inferno per me a livello di infortuni. Spero che il peggio sia passato e speriamo di fare una gran stagione.”

Oggi un po’ di sfortuna perché ai rigori è sempre, come si dice, una lotteria, però la squadra nel secondo tempo ha dimostrato di poterci stare abbastanza bene in questa categoria.
“Certo, la squadra è forte, ci mancano dei giocatori che stanno ancora poco bene, stanno recuperando, però sappiamo che possiamo fare una gran stagione e siamo fiduciosi per il proseguo dell’anno.”

Torniamo al tuo ginocchio: sei ancora un po’ timoroso aspettando come risponde?
“Assolutamente no, ho fatto un gran lavoro con il fisioterapista Gabriele Vittori e poi in campo con Vesnaver. Ora sono pronto, ho tanta voglia di giocare, di dimostrare il mio valore e di far bene.”

Senti, la tua Roma ha cominciato un po’ meglio…
“ La Roma ha fatto bene e speriamo di fare una grande annata anche lì però, solo testa al San Luigi…”

Stefano Michelutti, direttore sportivo del San Luigi, perdere ai rigori fa sempre un effetto negativo, ti brucia lo stomaco, ti vengono i crampi, però il calcio è fatto di queste cose. È un peccato perché il San Luigi, soprattutto nel secondo tempo, aveva fatto una buona partita, aveva fatto vedere di potercela fare.

“Sì, è un peccato perché abbiamo fatto buoni 45 minuti sicuramente e anche la seconda fase del primo tempo l’abbiamo fatta bene. Abbiamo avuto anche un paio di situazioni importanti perché il tiro di Butti deviato e quello di Montestella, che è stato toccato da un difensore. sono state situazioni importanti che, se fossero andate a buon fine, sicuramente non avremmo rubato niente. È un peccato, perché abbiamo avuto un confronto con una società sicuramente dal blasone importante: giocare una partita Portogruaro per noi è una cosa un po’ strana perché parliamo di società dal nome importante e di traddizioni importanti nel calcio professionistico. Però abbiamo tenuto bene il campo, sono discretamente soddisfatto. Abbiamo inserito dei ragazzi che sono arrivati da poco ma che hanno fatto subito una buona prestazione, e parlo di Pinzi e Crosara. Avevamo dei ragazzi importanti non disponibili come Denuzzo, Olio e Zetto, abbiamo messo in campo anche dei ragazzi giovani nel secondo tempo che hanno fatto bene. Continuiamo il nostro percorso e prepariamoci adesso al 7 settembre con l’esordio a Mestre, un’altra piazza importante.”

Di queste piazze importanti, di questi nomi, ne troverete praticamente ogni domenica; ci sono squadre che l’anno scorso erano in Serie C, ci sono squadre fortissime che hanno blasoni importanti. Adesso è il San Luigi che deve dar lustro al suo blasone…
“Sicuramente, però noi dobbiamo entrare, secondo me in punta di piedi, poi guadagnarci poco a poco il rispetto dagli avversari. Se guardiamo i nomi, le piazze e le società che andiamo ad affrontare, per il recente passato, Clodiense, Legnago e me ne dimentico sicuramente ancora, sono piazze importanti che hanno fatto recentemente la Serie C. Quindi è una cosa bella da affrontare e chiaramente il San Luigi, pian piano, sono convinto che guadagnerà questo rispetto. Anche noi ci faremo rispettare, andremo su tutti i campi col nostro spirito e venderemo cara la pelle per portare a casa questi punti che poi saranno utili e necessari per portare a casa l’obiettivo della stagione, quello della salvezza.”

Direttore, ci sono ancora alcuni giorni di calciomercato: c’è ancora qualcosina da fare oppure pensi che ormai è tutto sistemato?
“Per il mio modo di pensare, dico sempre che i giocatori che abbiamo a disposizione sono i migliori della categoria: il mio giocatore deve essere il più bravo. E’chiaro che si sta un po’ con le orecchie aperte se succede qualcosa. Io sono veramente contento del gruppo che abbiamo: un gruppo sano di ragazzi che vogliono bene a questa società, il gruppo storico che ha portato il San Luigi in Serie D. Sono arrivati dei ragazzi, lo stesso Crosara, di ritorno a San Luigi dopo l’inizio da ragazzo; l’unico che è un po’ da fuori zona è Pinzi, però diciamo che alla fine, anche un po’ a modo di battuta, se dovevo prendere un giocatore da fuori Trieste, da friulano penso che dovevo prendere proprio Pinzi, visto che è figlio di uno dei giocatori con più presenza in Serie A con l’Udinese…”

Riccardo Pinzi, prima partita con il San Luigi, sei l’unico che arriva da più lontano degli altri: allora, per farti conoscere, abbiamo detto che sei il figlio del giocatore che aveva più presenze nell’Udinese. Per un bianconero doc venire a giocare a Trieste è sempre un problema: ci scherziamo sopra ovviamente… Torniamo in campo: un po’ di sfortuna… Però devo dirti subito, non so se sarai d’accordo, oggi sei stato l’MVP come si dice nel basket della partita.
“Ti ringrazio, abbiamo fatto una gran prova, soprattutto di squadra, oltre che a livello individuale. Ci sta uscire ai rigore, ma fa male, è brutto, però capita, perché così è il calcio. Però è stata una buona prova che ci fa capire dove possiamo arrivare in campionato e cosa possiamo fare.”

Senti, per quello che riguarda la tua carriera, cosa hai fatto in questi ultimi anni?
“Dopo aver fatto tutta la trafila a Udine, sono andato alla Fermana, ho fatto un anno e mezzo là, poi sei mesi in prestito alla Pro Vercelli in Lega Pro, poi l’anno scorso sono tornato alla Fermana in Serie D ei quest’anno sono venuto al San Luigi.”

Sbaglio o ai tempi dell’Udinese hai fatto anche una presenza in Serie A?
“Sì, a Salerno, in una bolgia incredibile perché loro dovevano salvarsi e alla fine abbiamo vinto 4-0, però si sono salvati comunque…”

Hai grandi esperienze quindi non solo in questo campionato ma anche in campionati superiori, com’è l’impatto in questa stagione?
“Sicuramente è un campionato fisico, infatti bisogna essere preparati, pronti perché è comunque un campionato tosto, un girone difficile, ci sono squadre preparate e dobbiamo tenere botta sin da subito.”

Ti senti più vicino a casa?
“Quello sicuramente, comunque in macchina o in treno è un’oretta, quindi sì, sono molto più vicino a casa.”

Massimiliano Pocecco, è finita la partita con il Portogruaro da qualche minuto, hai digerito un po’ questa sconfitta ai rigori, quelle che fanno sempre male? Perché magari sono anche immeritate, però arrivano, il calcio è fatto anche di queste cose…
“Sì, quando esci ai rigori non puoi riproverarti nulla; sappiamo benissimo che è una lotteria, può andare bene, può andare male. Io sono molto contento, soprattutto della seconda parte di partita dei miei ragazzi, quando secondo me abbiamo avuto un predominio assoluto. C’è mancato solamente il gol, l’ultima fase che dobbiamo migliorare sicuramente, dobbiamo essere un po’ più cinici davanti. Non posso dire nulla, la squadra si è impegnata, ha tirato fuori delle energie che non mi aspettavo ci fossero in questo punto della stagione, perciò sono contento. La prima cosa da dire è che c’è l’impatto con la nuova categoria, tante cose diverse dal solito. La seconda c’è sempre un pizzico di emozione in più quando si va in campo per la nuova stagione. La terza cosa vuoi dire? Abbiamo fatto bene, quindi mi porto a casa qualcosa di buono comunque. Sì, sicuramente mi porto a casa un buon secondo tempo, perché credo che chi ha visto la partita ha visto una squadra sola in campo. Dobbiamo migliorare probabilmente nell’ultima parte, lì dobbiamo essere un po’ più cattivi, però, tutto sommato, sono meccanismi che ti entrano con il tempo e devi conoscere meglio il tuo compagno di reparto. I ragazzi hanno dato tutto, questo era quello che avevo chiesto all’inizio, di dare tutto quello che avevano: me l’hanno dato e io sono contento.”

Questo l’hai chiesto all’inizio, poi nell’intervallo devi aver chiesto qualcosina di più, non voglio far sapere a tutti cosa hai detto, però qualcosa hai fatto…
“No, ho chiesto semplicemente di palleggiare un po’ di più, di avere un po’ di più personalità nel palleggio, perché potevamo uscire, ci davano campo, avevano due blocchi difensivi davanti alla porta, perciò ci concedevano un po’ di campo per poter palleggiare. Ho detto di non aver fretta, di aprire molto gli spazi, perché essendo loro una squadra molto chiusa dietro, avevamo bisogno di creare ampiezza. E’stato fatto in una buona parte, peccato, secondo me, proprio nell’ultima fase di gioco, però arriverà, arriverà.”
La difesa è già un gradino più avanti dell’attacco…
“Ma in attacco hanno tutti difficoltà, a meno di non avere dei fenomeni. Sì, ma sono tutti meccanismi che arrivano piano piano, la difesa oggi aveva muscolo, perciò ha tenuto botta bene, anche nella sofferenza del primo tempo, un quarto d’ora, venti minuti abbiamo sofferto perché ci siamo abbassati un po’ troppo e non coprivamo tanto le linee esterne; però sono contento, per essere una prima uscita, possiamo essere contenti, abbiamo una squadra molto giovane, devono crescere, dobbiamo avere pazienza e aiutarli in questa crescita.”
C’è stata sicuramente un po’ di emozione, perché comunque sali di categoria…
“Avevo detto di cercare di liberarci da questa emozione, perché tutti ce l’hanno ed è giusto che sia così. Ma io credo che, quando inizi la gara, non pensi più a questa cosa, entri dentro e lavori per dare una mano.”
Allora, visto da fuori, hai cominciato molto silenzioso, poi hai aumentato un po’ il tono dei tuoi richiami, per cui sei arrivato a livello subito: mancano ancora una decina di giorni per l’inizio del campionato, cosa penserai per la tua squadra?
“Lavoreremo sempre come abbiamo fatto fino adesso, cercheremo semplicemente di migliorare nel quotidiano, per poter affrontare il meglio possibile questo campionato, loro sanno che nel quotidiano, nella settimana di lavoro, devono alzare sempre di più l’ asticella; e questo non solo i giocatori ma anche noi dello staff, per prepararli un po’ all’urto del campionato.”

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