(Photo credit: Sito ufficiale Pallacanestro Trieste)
Le partite di agosto e settembre: la preseason squadra per squadra
Amichevoli, tornei e memorial sotto la lente: un tour delle palestre d’Italia (e di qualche palestra francese, slovena e ligure) per capire chi arriva a fine mese a fari spenti e chi, invece, ha già acceso qualche luce.
Che la pallacanestro ed i famigerati quanto inaffidabili power rankings d’agosto siano un genere letterario a sé, fatto di tabellini fuorvianti, di quintetti che non esisteranno più a ottobre e di allenatori che giurano di aver visto “buone indicazioni” anche nelle sconfitte di venti punti, è ormai assodato: eppure è proprio in questo materiale friabile, tra un Memorial ed un Trofeo di paese, che si nascondono i primi indizi veri di una stagione. Oltretutto il campionato 2026/27, rispetto al settembre 2025, si presenta profondamente rivoluzionato — le due “Rome” al posto di Cremona e di Brescia, Scafati e Verona al posto di Sassari e Trapani a completare il quadro delle sedici — e dunque, nostro malgrado, ci dobbiamo affidare alla preseason, tra Valtellina Summer League, Garda Ball Elite, Torneo di Creta e tornei minori sparsi dalla Liguria alla Slovenia, per cercare di percepire qualcosa dei futuri rapporti di forza ed individuare i possibili protagonisti. Proviamo a metterla sotto la lente, squadra per squadra.
Confermate: Olimpia Milano, Virtus Bologna, Reyer Venezia, Bertram Derthona Tortona, Dolomiti Energia Trento, Nutribullet Treviso, APU Udine, UNA Hotels Reggio Emilia, Openjobmetis Varese, Napoli Basketball, Pallacanestro Trieste, Pallacanestro Cantù
Neopromosse: Longobardi Scafati, Tezenis Verona
Nuovi progetti: BC Roma SPQR (ex titolo Vanoli Cremona), Maxima Roma (ex titolo Pallacanestro Brescia)
Supercoppa SisalClub: 19-20 settembre, Nova Arena di Tortona, con Milano, Bologna, Venezia e Tortona
Le grandi firme
Prima estate senza Ettore Messina in panchina dal 2014, prima estate con Peppe Poeta alla guida e un mercato che ha rivoltato mezza rosa: fuori Brooks, Shields, LeDay, Nebo e Mannion (finito proprio alla neonata Roma SPQR), dentro Devon Hall, Alec Peters, Jason Burnell, Darius Thompson e Nicola Akele. Il precampionato ha restituito un’Olimpia ancora in cerca di equilibri: vittoria di misura su Varese (95-90) e su Verona (76-75) nei test casalinghi, poi la trasferta di Creta, dove i campioni d’Italia in carica hanno perso la semifinale con la Stella Rossa (85-91) e pure la finalina per il terzo posto contro il Fenerbahçe (79-81), chiudendo quarti in un torneo che li ha messi di fronte a squadre già rodate. Nulla di irreparabile a inizio settembre, ma il messaggio è chiaro: la transizione post-Messina si misurerà partita per partita.
Esordio con vittoria in trasferta contro Rimini (83-79) nella prima edizione della Start Romagna Cup, davanti a un PalaFlaminio pieno: la prima nota lieta porta il nome di Derrick Alston, autore di 16 punti al debutto, ma quella editorialmente più pesante è un’altra. Daniel Hackett ha vissuto la sua prima uscita da capitano delle Vu Nere, e non è un dettaglio da relegare in fondo al racconto: dopo anni di leadership condivisa, Bologna sembra aver ritrovato il proprio punto di riferimento gerarchico proprio nel playmaker romagnolo.
Esordio convincente con Cividale (83-78) davanti a oltre mille tifosi al Taliercio, poi la vittoria su Verona a Jesolo (95-83) firmata da un ultimo quarto ricco di possibili highlights. La serata, però, resterà nella cronaca per un motivo meno felice: l’infortunio alla caviglia proprio di Sir’Jabari Rice, costretto a lasciare il campo a inizio secondo quarto. Coach Spahija spera si tratti di un contrattempo e non del presagio di una stagione difficile dal punto di vista fisico.
Il plotone di rincorsa
Partenza in chiaroscuro: sconfitta d’esordio con la Fortitudo Bologna (65-75), poi tre vittorie di fila, la più netta delle quali contro l’Urania Milano (93-50) e la più sofferta contro Cantù, chiusa 78-76 al fotofinish. Il test più suggestivo resta però quello di Alassio contro gli Sharks Antibes (95-79), organizzato come omaggio ai tifosi liguri del Derthona: coach Fioretti, con diverse assenze pesanti, ha dovuto appoggiarsi ai giovani del vivaio, e ne è uscito soddisfatto.
Trento apre bene, alla Melinda Cup di Cles, superando la Juvi Cremona (72-68); poi la Valtellina Summer League racconta un doppio volto, con la sconfitta contro la Fortitudo Bologna (81-84) e la rimonta vincente su Cantù (96-77), risolta con un secondo tempo di altissimo livello. Un’Aquila che sembra già abituata a vincere le partite sporche, qualità che avrà peso decisivo in un campionato lungo come il prossimo.
Vittoria d’apertura sulla Fortitudo Bologna (90-77), sconfitta in semifinale al Memorial Pajetta contro un Napoli lanciatissimo (88-97), poi la rivincita nella finale per il terzo posto contro Udine, ribaltata con un quarto periodo da 24-7 che vale l’80-74 finale. Una squadra di Dimitris Priftis che sembra già avere l’identità giusta per restare stabilmente nella parte alta della classifica, come da tradizione recente.
Tre vittorie su tre nei primi test: Cividale travolta 107-74 a Jesolo, Verona piegata in trasferta 89-85, poi il salto di categoria in Francia, con il successo sul Nanterre 92 (94-89) che apre la strada alla finale dell’Ain Star Game contro i padroni di casa del JL Bourg-en-Bresse. Valentin Chery, che a Saint-Priest è cresciuto cestisticamente prima di arrivare in Veneto, l’ha definita la partita più complicata del precampionato: coach Nicola può sorridere, la Nutribullet sembra pronta a stupire.
Il colpo dell’estate biancorossa porta il nome di Amedeo Della Valle, e la preseason lo conferma: nel test con Cremona (92-72) e soprattutto nella larga vittoria sulla Pallacanestro Trieste alla Valtellina Summer League (104-75) l’impatto offensivo della guardia è stato definito dallo stesso coach Ferraiuolo di assoluto valore, sebbene il banco di prova costituito dai ragazzini schierati da coach Taccetti non sia particolarmente attendibile. In mezzo, la sconfitta di misura con l’Olimpia Milano (90-95), comunque una buonissima prova. Varese, che intanto lavora sul progetto arena di San Donato in funzione NBA Europe, sembra avere in mano l’ingrediente mancante degli ultimi anni: un realizzatore vero.
Buon avvio con Mestre (101-86), poi il bagno di realtà del Memorial Pajetta: il PAOK di Andrea Trinchieri, già più avanti di condizione e con un livello da EuroCup, ha piegato Udine in semifinale (97-88), lasciando comunque a coach Vertemati il bicchiere mezzo pieno di una settimana di lavoro in meno rispetto agli avversari. La finale per il terzo posto contro Reggio Emilia, persa 80-74 dopo un ultimo quarto da 24-7 subito, conferma che i friulani hanno bisogno di tempo — ed arriveranno pronti a ottobre.
Napoli e Trieste, storie parallele (e divergenti)
Ritiro sloveno a Kranjska Gora e un precampionato quasi impeccabile: vittoria su Spartak Subotica (70-66), sconfitta di misura con l’Igokea (94-107, trasferta complicata), poi il rullo compressore contro il Krka Novo Mesto (104-65). Al Memorial Pajetta di Udine, Napoli ha travolto Reggio Emilia in semifinale (97-88) con un Ramsey — miglior realizzatore dell’intera LBA nella stagione appena conclusa — definito scatenato dalla cronaca, prima di giocarsi la finale con il PAOK: contro i greci arriva una netta sconfitta 74-100 (con Ramsey che torna quello molle ed impreciso dei playoff nel maggio scorso), che ridimensiona un po’ la dimensione europea in cui Napoli era stata lanciata dalla scatenata stampa partenopea, ma non cambia il più che positivo giudizio di fondo sulla squadra. L’ultima notizia di mercato eccita naturalmente il morale campano: il ritorno di Markel Brown, la guardia che a Trieste ha lasciato tutt’altro che buoni ricordi.
Il muro contro muro con Markel Brown, sfociato in rottura totale e in un trasferimento a Napoli pieno di veleno, ha costretto Trieste a lavorare per settimane con un roster ridotto ai minimi termini, specie nel reparto lunghi affidato di fatto a Candussi e Deangeli. Il primo test, perso di misura a Pisogne contro la nuova arrivata (in Serie B) Leonessa Brescia (84-85), ha comunque offerto segnali di carattere; sono arrivate poi due sconfitte più nette, con la Fortitudo Bologna (91-81), con capitan Deangeli da 20 punti con il 70% al tiro, e soprattutto con Varese alla Valtellina Summer League, una vera e propria imbarcata da 104-75. Coach Taccetti può contare al momento solo sulla continuità di Colbey Ross, alla sua terza stagione biancorossa, sull’ulteriore crescita di Deangeli e su un manipolo di giovani (Paiano su tutti) che stanno rispondendo presente: la certezza, però, è che i biancorossi arriveranno al campionato con meno margine di errore di quanto vorrebbero, anche perché al 6 settembre continuano a mancare quattro elementi fondamentali del roster in ruoli chiave, di cui almeno tre stranieri, che arriveranno necessariamente nell’immediata vigilia dell’esordio a Milano, senza intesa con i compagni e con una chimica di squadra tutta da costruire e verificare..
La rivoluzione capitolina
Nata dal trasferimento del titolo sportivo della Vanoli Cremona e legata ai nomi di Luka Dončić e Donnie Nelson, la BC Roma ha esordito in preseason con una vittoria comoda a Rieti contro la Sebastiani (85-64). Tra gli acquisti, il ritorno in Italia di Nico Mannion — proprio dall’Olimpia Milano e con esperienza anche in NBA, promette di dare fin da subito peso specifico a un progetto che, comunicazioni “sobrie” a parte, sta prendendo forma più in fretta di quanto molti si aspettassero a luglio. Una tegola, invece, l’arrivo e la rescissione lampo del centro olandese Jesse Edwards (ex Baskonia), ufficialmente per motivi fisici, che costringe BCR a tornare sul mercato alla ricerca di un lungo.
L’altra Roma, erede del titolo della Pallacanestro Brescia, ha risposto presente fin dal Torneo Città di Penne: prima il netto successo sulla Juvecaserta (118-78, ottenuto peraltro contro un avversario di categoria inferiore ma con piena autorità), poi la vittoria in finale proprio contro Scafati (85-71) che vale il trofeo. L’ultimo colpo di mercato, l’arrivo di Aaron Holiday — otto stagioni NBA alle spalle — segna probabilmente il punto più alto di una campagna acquisti che ha sorpreso tutti: la Maxima sembra aver saltato a piè pari la fase di rodaggio che ci si aspetterebbe da una matricola.
Le matricole e le outsider
Il ritorno in massima serie si è aperto con segnali incoraggianti contro la Juvecaserta e con un test interrotto anzitempo contro Avellino, poi con la vittoria al Torneo Città di Penne contro Ruvo di Puglia (93-81); la finale, persa contro una Maxima Roma già in palla (71-85), lascia comunque a Scafati l’immagine di una squadra viva, pronta a giocarsela con tutti nella corsa alla salvezza.
Tre sconfitte nei primi tre test — con Treviso (85-89), all’ultimo respiro con l’Olimpia Milano (75-76) e con la Reyer Venezia (83-95) — ma sempre a contatto, mai travolta. Coach Ramagli insiste sul valore della spina dorsale italiana della rosa, e i margini ravvicinati con corazzate come Milano e Venezia suggeriscono che la neopromossa scaligera possa recitare un ruolo più dignitoso del previsto.
Precampionato complicato: sconfitta al fotofinish con Tortona (76-78) e poi un ko più severo con Trento (77-96), arrivato dopo un avvio di partita promettente e un vistoso calo nella ripresa. Un copione, quello del “parte bene poi si spegne”, che coach De Raffaele dovrà riscrivere in fretta se Cantù vuole evitare un’altra stagione di affanno.
