Tris di Ross, Della Rosa e Cassinerio in panchina
Tre firme importanti segnano una settimana cruciale. Tutto tace sul fronte palazzetto, come del resto prevedibile
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Tre firme importanti segnano una settimana cruciale. Tutto tace sul fronte palazzetto, come del resto prevedibile
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Varato il calendario della prossima LBA: un inizio in salita ed un finale di scontri diretti per la Pallacanestro Trieste. Derby di andata il 6 dicembre, il ritorno a Trieste un mese e mezzo dopo
Per Trieste inizio pirotecnico e finale difficilissimo Leggi tutto »
Parte da lunedì 17 agosto la nuova stagione della formazione friulana che ha un denso programma di amichevoli precampionato.
Preseason in bianconero Leggi tutto »
Si apre una settimana cardine dell’estate biancorossa, in cui si saprà di più su PalaTrieste, roster e campagna abbonamenti
Per Trieste sono i giorni più torridi dell’estate Leggi tutto »
Tripla de Tabela — tsportinthecity.it Rien ne va plus. A meno che… Tempo scaduto, nessun accordo reso noto, e Trieste che rischia di aprire la stagione al PalaBigot di Gorizia. Cronaca di un’attesa senza ragione, in cui l’unica regola rispettata resta il silenzio. Tripla de Tabela tsportinthecity.it Luglio 2026 Il verdetto mancato Tempo scaduto: Trieste verso Gorizia? Tempo scaduto. Ormai i giochi sono fatti, la deadline trascorsa, e sebbene nessuna indicazione pubblica sia stata fornita, ormai il primo risultato è già acquisito: Trieste inizierà il campionato al PalaBigot di Gorizia. Oppure no. Non è chiaro come sia andata a finire la questione (il tradizionale riserbo ormai non sorprende più nessuno ed ha quasi smesso di risultare irritante), ciò che è invece certo è che le distanze fra Pallacanestro Trieste e Comune, nonostante le dichiarazioni fatte filtrare dall’amministrazione comunale e riportate dal quotidiano locale, non siano affatto scomparse, e forse non si siano nemmeno minimamente ridotte nelle ultime due settimane. La ragione porterebbe a pensare che, in assenza di un accordo raggiunto in extremis, fino a prova contraria il PalaTrieste rimarrebbe off limits per la maggiore squadra di basket della città e di conseguenza per tutte le attività collaterali direttamente legate alla concessione. Già, la ragione: è forse l’elemento maggiormente assente nell’intera vicenda, iniziata a colpi di inadempienze reciproche relative alla concessione scaduta, continuata a botte di pesanti comunicati con accuse fra le parti in causa, con la mancata partecipazione al bando per la nuova concessione a condizioni di mercato di fatto inaffrontabili da chiunque, ed infine con un tavolo di lavoro condiviso che è tutto tranne che condiviso. Intendiamoci: in una situazione come questa la soluzione goriziana costituirebbe anche il male minore, grazie soprattutto alla disponibilità dell’amministrazione comunale isontina che ha accolto il club giuliano attendendo pazientemente sviluppi che permetterebbero ai biancorossi di continuare ad esibirsi al PalaTrieste. Ma, per l’appunto, in assenza di ragione e di logica, qualunque risultato rimane ancora aperto, e non sarebbe nemmeno di per sé stesso sorprendente. Il danno sportivo Una storia che definire grottesca è riduttivo La vicenda che potrebbe rendere a tempo indefinito la cittadella dello sport di via Flavia una vera e propria cattedrale nel deserto ha infatti risvolti che definire grotteschi sarebbe decisamente riduttivo. In particolare per il basket, che ha bisogno ora più che mai di un palcoscenico degno della Serie A dopo essere riuscito in un modo o nell’altro ad evitare il trasferimento del titolo a Roma, l’impossibilità di utilizzare l’arena di casa costituirebbe un danno quasi irreparabile in termini economici e di immagine, a cominciare da una campagna abbonamenti che è già in ritardo ma che non potrebbe nemmeno essere concepita, tantomeno lanciata. È come se un maratoneta dilettante fosse riuscito ad arrivare al quarantunesimo chilometro e mezzo dopo aver arrancato sotto la pioggia, la grandine, il vento e lunghi tratti in salita, ed in vista del traguardo subisse lo sgambetto dell’organizzatore della corsa. Pensare che una mazzata del genere possa arrivare dal fuoco amico, quello che in tempi non sospetti nel febbraio scorso si era eretto a baluardo contro le nascenti mire capitoline del presidente americano, assicurando mirabolanti soluzioni peraltro mai concretizzatesi, porta amarezza e sconcerto. Il comunicato fantasma 21 luglio: l’ottimismo, poi il nulla In seguito al comunicato congiunto di martedì 21 luglio dal quale traspariva ottimismo e soddisfazione per un possibile accordo ormai solo da definire nei dettagli, un comunicato che rimandava di pochi giorni la soluzione definitiva con un ulteriore incontro fra le parti, nulla è successo: nessun incontro è avvenuto, nessun confronto è stato nemmeno richiesto, tantomeno è giunta alcuna proposta sul tavolo del GM Arcieri (a quanto pare, solo una recente richiesta — non motivata — di documentazione è giunta nella sede del club: solo oggi la società stessa sarebbe venuta indirettamente a conoscenza che tale documentazione è finalizzata ad uno studio di fattibilità sulla possibile erogazione di contributi pubblici secondo un regolamento europeo del 2014, studio che arriverebbe decisamente in ritardo rispetto a scadenze che non attendono nessuno). Non è dato sapere se l’amministrazione comunale abbia effettivamente lavorato alla clemente per scovare fra i meandri regolamentari un meccanismo che potesse garantire la regolarità amministrativa escludendo ricadute sanzionatorie sui suoi esponenti, ed al tempo stesso consentire l’utilizzo dell’impianto al solo attore che in città ne abbia lo standing e la necessità. Non è nemmeno escluso che tale ricerca possa essere avvenuta, sebbene totalmente sotto traccia, anche se, prendendo ad esempio molte altre situazioni analoghe in giro per l’Italia cestistica di LBA, le soluzioni esistano, eccome: sarebbe in teoria sufficiente prenderne spunto. L’unica certezza incontrovertibile è che quell’auspicato secondo incontro non si sia mai concretizzato, e che il silenzio, peraltro grande protagonista anche in ogni altro aspetto della vicenda baskettara triestina nel 2026, sia anzi tornato a costituire l’unica regola da rispettare. Nessun contatto noto fra Lodi ed Arcieri se si eccettua una recentissima chiamata fra i due, rassicurante, cordiale ma interlocutoria, nessuna risposta concreta dall’amministrazione pubblica, con il tempo che inesorabilmente scandisce le ore che mancano alla deadline costituita dalla pubblicazione dei calendari — scadenza di cui il Comune è peraltro ben consapevole — superata la quale la conseguenza è automatica ed inesorabile: il PalaTrieste, con il suo scintillante relamping a led di ultima generazione e la fiammante scala di sicurezza voluta dai Vigili del Fuoco, rimarrà il monumento all’ignavia, l’esoscheletro che racchiude le miserie della machiavellica burocrazia italiana. A meno che… Il punto della situazione Cosa sappiamo, cosa no 21 luglio — comunicato congiunto Comune–Pallacanestro Trieste: ottimismo, accordo “in via di definizione”, nuovo incontro annunciato per i giorni successivi. Da allora — nessun incontro noto, nessuna proposta formale sul tavolo del GM Arcieri, solo una richiesta di documentazione non motivata. Deadline reale — la pubblicazione dei calendari di campionato, di cui il Comune è consapevole. Piano B — disponibilità del PalaBigot di Gorizia, offerta dall’amministrazione isontina in attesa di sviluppi. L’unica via d’uscita Serve un arbitro: tocca alla Regione A meno che non intervenga un elemento terzo, super partes ma
PalaTrieste appeso ad un filo Leggi tutto »
Valentina a Udine, Ramsey in trattativa per Napoli. Gli ex biancorossi sono obiettivi ambiti sul mercato LBA. Trieste, dopo McDermott, rimane alla finestra in attesa di capire dove giocherà
Weekly update del mercato LBA al 26 luglio Leggi tutto »
Palazzetti di proprietà (pochissimi), presi in affitto da privati o in concessione dal Comune: le 16 di LBA giocano quasi tutte in casa d’altri, ma almeno nella propria città
LBA, un campionato in affitto. Ma solo Trieste è sfrattata Leggi tutto »