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Quanta trapa posso bere, quanta carne si può portare?

Tripla de Tabela — tsportinthecity.it PalaTrieste, l’ipotesi Capodistria: cosa dice il regolamento Con lo stallo tra Pallacanestro Trieste e Comune sull’impianto sulla via della soluzione ma di fatto ancora irrisolto, torna di moda fra i tifosi l’ipotesi — ovviamente solo teorica — di un trasferimento stabile delle gare casalinghe alla Bonifika di Capodistria, impianto alternativo al PalaTrieste ma chiaramente più comodo da raggiungere rispetto a Gorizia ed anche più capiente. Ecco un’analisi ipotetica di cosa preveda, e di cosa non preveda, la normativa FIP. Tripla de Tabela tsportinthecity.it Trieste — luglio 2026 Il contesto Un’ipotesi che torna a circolare Lo stallo tra Pallacanestro Trieste e Comune sulla questione dell’impianto è ormai da mesi un tema quotidiano per chi si occupa di pallacanestro giuliana, appena sopravvissuta a tre cicli societari ed al concreto rischio di azzeramento. Con il club passato da qualche settimana sotto il controllo di Newport Holdings LLC e la presidenza affidata a Josh Hiller, la questione infrastrutturale resta il nodo irrisolto attorno a cui ruotano gran parte delle incertezze sulla programmazione a medio termine del club. In questo contesto, è tornata a circolare negli ambienti vicini al club l’ipotesi — solo una boutade finora mai formalizzata, e su cui ovviamente non risulta alcun passo concreto da parte di nessuno — di disputare stabilmente le gare casalinghe alla Bonifika di Capodistria, impianto sloveno orfano della Koper Primorska ma comunque super utilizzato, a circa venti chilometri dal centro di Trieste. Come abbiamo provato a fare qualche settimana fa con l’analisi dei risvolti sportivi, legali, regolamentari ed economici di una eventuale adesione alla ABA Liga in alternativa alla LBA, proviamo ora a giocare con gli stessi elementi per ipotizzare qualcosa che nessuna squadra italiana si è ancora mai sognata di provare a realizzare (anche perché geograficamente, fra tutte, solo Trieste ne trarrebbe un vantaggio): disputare le proprie partite casalinghe in un impianto situato al di fuori dei confini nazionali. È bene premettere subito il punto che cambia l’inquadramento regolamentare italiano rispetto agli altri casi visti di recente: non si tratterebbe di uno spostamento della sede legale né del titolo sportivo della società, che resterebbero a Trieste, ma unicamente del campo dove si disputano le gare ufficiali in alternativa al PalaTrieste o al PalaBigot. Una distinzione che, come si vedrà, sposta l’analisi su un terreno normativo molto diverso. La norma Il campo di gioco, non la sede Il caso non ricade infatti nella procedura di “trasferimento di sede” prevista dal Regolamento Organico — quella con finestre temporali fisse ed approvazione del Consiglio Federale sui “requisiti di meritevolezza” applicata in primavera ai trasferimenti a Roma della Vanoli Cremona (ora BC Roma SPQR) e della Pallacanestro Brescia (la spartana Magnum-Maxima Roma) — perché in quei due casi a spostarsi furono sede legale e titolo sportivo. In questo caso, restando sede e titolo a Trieste, la norma di riferimento sarebbe un’altra: l’articolo 19 del Regolamento Esecutivo Gare, che disciplina gli “impianti di gioco” e che ha fra l’altro imposto l’indicazione del PalaBigot per le partite interne in assenza della disponibilità dell’impianto di via Flavia. Il testo stabilisce che la società, con l’iscrizione al campionato, è tenuta a comunicare all’organo federale competente l’impianto di cui ha disponibilità, le sue caratteristiche, l’ubicazione e l’ente proprietario, e a garantirsene la disponibilità per l’intero campionato. Verificando direttamente anche il Regolamento Impianti Sportivi della FIP, il testo tecnico che fissa gli standard costruttivi degli impianti di pallacanestro (dimensioni del campo, illuminazione, spogliatoi, capienza, livelli Base/Silver/Gold) se ne deduce che sia un documento interamente dedicato alle caratteristiche fisiche e di sicurezza dell’impianto. Non contiene alcuna clausola che leghi esplicitamente l’ubicazione del campo di gioco al territorio nazionale, né tantomeno alla provincia o regione della sede sociale — a differenza, per fare un confronto tangibile, del regolamento equivalente della pallavolo (FIPAV), che invece prescrive testualmente che l’impianto sia “ubicato nella provincia dove ha sede la Società, o in provincia confinante”. Nessuna clausola esplicita lega il campo di gioco al territorio nazionale. D’altra parte nessun club, mai, ha avuto bisogno di verificarlo. Gli ostacoli Perché non sarebbe una semplice formalità L’assenza di un divieto letterale sull’ubicazione del campo non equivale, però, a un percorso privo di ostacoli. Restano da sciogliere almeno due nodi. Il primo è l’omologazione: la Bonifika dovrebbe comunque essere sottoposta alla procedura di verifica tecnica FIP-Lega prevista per l’ammissione al campionato, il che di per sé non è un problema — è un impianto già omologato per il campionato sloveno e per le coppe europee — ma introduce comunque un passaggio amministrativo mai gestito prima per un impianto fuori dai confini nazionali. Il secondo, più sostanziale, è di competenza territoriale tra federazioni: un impianto sloveno ricade nella sfera di giurisdizione della federazione locale (KZS), ed i principi generali applicati anche in altri sport per le gare ufficiali disputate sul territorio di un’altra federazione nazionale richiedono tipicamente un’intesa tra le federazioni coinvolte. Per quanto riguarda specificamente la pallacanestro, non è reperibile un articolo del regolamento FIBA che disciplini la questione in modo puntuale: resta perciò un principio generale di sistema, non una norma da citare in modo testuale. I dati essenziali Distanza PalaTrieste (progetto) – Bonifika di Koper: circa 20 km Cosa cambierebbe: solo il campo di gioco. Sede legale e titolo sportivo resterebbero a Trieste Norma di riferimento: art. 19 Regolamento Esecutivo Gare (impianti di gioco), non la procedura di trasferimento di sede Regolamento Impianti Sportivi FIP: nessuna clausola di ubicazione territoriale, a differenza dell’omologo regolamento FIPAV (pallavolo) Precedenti di club italiani di pallacanestro con campo di gioco stabile fuori dal territorio nazionale: nessuno, nella storia della FIP Le sanzioni Cosa succederebbe in caso di forzatura Se una società tentasse comunque la strada senza un’intesa preventiva tra le federazioni coinvolte, il meccanismo sanzionatorio applicabile non è previsto in modo specifico per questo scenario — soprattutto perché lo scenario stesso, va ripetuto, non si è mai presentato — ma è possibile ricostruirlo per analogia con casi già normati. Una mancata omologazione o un mancato via libera FIBA/KZS comporterebbe di fatto

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U13: Azzurra alle finali nazionali

BasketTrieste – Azzurra : 53 – 62Bossi 5, Vatta 2, Margiotta 20, Zedde, Nobile 3, Wang 5, Cagnin, Zabucchi 1, Magni 11, Bucaria 11, Valente, Stanojevic 4 Derby infrasettimanale al palaTrieste, dove l’Azzurra è stata ospite del Basket Trieste per la seconda partita della fase oro del campionato Gold.Gli ospiti si presentano con Wang subito fermo ai box per una contrattura alla schiena che lo toglie fuori dai giochi fin dal minuto iniziale, ma questo non frena il gioco dei ragazzi di Serschen che si portano in vantaggio di cinque o sei punti dall’inizio e lo mantengono per tutti i tre quarti con Magni che attacca con costanza il canestro assieme a Bossi e con Stanojevic che continua ad essere il signore degli anelli a rimbalzo.Purtroppo i troppi tiri liberi sbagliati da parte di tutti e soprattutto le 22 palle perse finali, fanno rientrare i rossi di Cantarello e a portarli in vantaggio all’inizio del quarto quarto grazie a tre bombe nell’arco di pochi minuti. A cinque minuti dalla fine della partita e sotto di due punti sul 43 a 41, grazie al lavoro del massaggiatore Fabrici senior, Wang riesce a rientrare in campo e sicuramente questa è un’iniezione di fiducia per tutti i compagni, oltre a creare vantaggi e alcuni punti, i compagni alzano l’intensità difensiva e soprattutto offensiva, Bucaria e Margiotta piazzano alcune bombe ma soprattutto la difesa chiude le penetrazioni e gli Azzurri si riportano in vantaggio con un break di 21 a 10 e chiudono la partita sul 62 a 53.Sicuramente da rivedere la percentuale ai tiri liberi e alla precisione al tiro da fuori, evidentemente aver giocato nell’arena del basket triestino ha fatto tremare le mani ai ragazzi, ma come sempre giocare in questo contesto è sempre spettacolare per i giocatori, lo staff e i genitori. Azzurra-Stamura Ancona 79-76 (d.t.s.)Azzurra Arcobaleno:Coterle, Andriani, Devescovi 2, Frossi, Forlin, Vretenar Toncelli 2, Falconetti, Fonda 37, Latin 9, Tolazzi 2, Guido 27. Si avvera all’overtime il sogno di Azzurra Basket RdR , in campo con le maglie della gemellata CMB Arcobaleno , di arrivare al Final Event della Jr.NBA WNBA FIP U13 CHAMPIONSHIP che si svolgeranno proprio ad Ancona dal 28 al 30 maggio. Nello spareggio Interzona di Ferrara gli azzurrini di Coach Marco Ponga ( Assistenti Di Sopra e Cociani) si impongono  dopo un tempo supplementare alla Stamura Ancona  per 79 a 76.I triestini ,partiti bene, poi  sono poi andati sotto anche di 19 punti  (-15 all’intervallo 27 a 46 ). Sembrava  tutto finito  ma non era  così. Azzurra inizia il recupero nel terzo tempo  (47-58) e completa la rimonta nell’ultimo periodo con una bomba siderale di Fonda a 5 secondi dal termine che porta tutti all’overtime. Nel prolungamento i triestini hanno più energia e chiudono il match con la vittoria confermando di essere una squadra con un cuore infinito.  Con questo grandissimo risultato l’Azzurra RdR  è fra le prime 8 squadre in Italia a livello Under 13 e si prepara per l’appuntamento più importante, le Finals Eight, confermando  di avere un vivaio di altissimo livello, sia tecnico che organizzativo, che viene fuori dalla collaborazione dei Centri Minibasket Arcobaleno, Tigrotti ed appunto Azzurra Rdr. Della partita , oltre alla prova generale della squadra , da  sottolineare le prove fantastiche di Guido ,27 punti, e Fonda con 37 punti ma soprattutto la bomba che ha portato ai supplementari . Credit by Stefano Serschen e Franco Cumbat – Ufficio Stampa Azzurra Basket RdR 

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