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Dicembre 2023

La “F” rimane indigesta, Trieste interrompe la striscia

(Photo Credit: Quotidiano Sportivo-Foto Schicchi) Bologna-Trieste 89-75 Davvero troppo indemoniata questa Fortitudo per pensare di poter soccombere in casa davanti ad un pubblico spettacolare. Davvero troppo complementare dal punto di vista tecnico, per struttura e composizione del roster, a quella triestina, che in partite come queste evidenzia senza possibilità di porci rimedio i suoi difetti e la sua incompletezza. Ed infine, davvero troppo incidente (anche per giocatori dall’esperienza sterminata come quelli biancorossi) la pressione di un Paladozza che tifa a prescindere, che protesta per ogni decisione o non decisione presa dagli arbitri a prescindere, che aggredisce verbalmente giocatori e staff avversari a prescindere, che accompagna per mano la sua squadra nel momento di maggior bisogno aggiungendo un boost di energia e di fiducia che costituisce letteralmente, più che in senso figurato, il sesto uomo in campo. La sfida al vertice del Paladozza si sviluppa su binari decisamente diversi rispetto alla debacle senza attenuanti di ottobre in Via Flavia, soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento della squadra di Christian: i biancorossi non si disuniscono sotto le spallate di Bologna, che prova a più riprese a fuggire nel punteggio ma lo fa a strappi per poi incepparsi in attacco grazie soprattutto alla pressione ed all’attenzione difensiva di Trieste. In tali frangenti gli ospiti ne approfittano per ricucire sornioni il gap, ma purtroppo è un rendimento dal carattere ondivago, destinato a spegnersi così come si era acceso soccombendo nuovamente alla successiva fiammata felsinea che entra come una lama calda nel burro di una concentrazione nel back court tornata a trasformarsi in svagatezza e lentezza, caratteristiche che si rivelano letali sotto le bordate di Aradori e Panni e le affondate di Freeman, Ogden e Bolpin. E comunque, le possibilità di Trieste sono legate esclusivamente alla vena da oltre l’arco, dal momento che (come prevedibile ed ampiamente previsto) il pitturato risulta totalmente off limits per i due lunghi e la batteria di “falsi lunghi” in maglia biancorossa: una vena che, esattamente come successo all’andata, si traduce nuovamente in quasi cinquanta triple tentate con solamente 14 centri, una percentuale che, se sommata ad un tiro ogni tre minuti da dentro l’area (saranno solamente 15 in 40 minuti i tentativi da due), risulta evidentemente insufficiente per provare ad arginare le onde di marea bolognesi. Se si sommano le 16 palle perse -ben 5 da un brutalizzato Justin Reyes e 4 da un Ruzzier che soffre tremendamente la pressione difensiva continua ed onnipresente degli avversari- la sconfitta è molto ben spiegata dal punto di vista statistico. Ma si sa, nel basket le statistiche raccontano molto ma non riescono a spiegare l’imponderabile: è proprio nella quarta frazione, con Vildera auto escluso dalla contesa per un fallo in attacco raddoppiato da un tecnico per proteste, ed un Candussi inadatto per caratteristiche fisiche a contenere i pari ruoli bolognesi (ed infatti fatto sedere da Christian quasi immediatamente anche dopo l’uscita del compagno di reparto), quando Bologna scivola sul velluto verso una comoda vittoria viaggiando costantemente in doppia cifra di vantaggio, che Trieste rimette inaspettatamente in piedi la contesa schierando un quintetto di esterni con il solo Ferrero a tentare di improvvisarsi “cinque”. Quintetto talmente illogico ed inaspettato che la panchina della Fortitudo (orfana di un Caja espulso per doppio fallo tecnico) inizia a capirci veramente poco. I biancorossi arrivano fino al -1 con l’inerzia totalmente nelle loro mani, hanno per quattro volte la possibilità di mettere la freccia, ma in una singola azione offensiva sbagliano 4 triple in pochi secondi dopo aver catturato tre rimbalzi in attacco, poi ci pensa un immenso Aradori a mettere tutti d’accordo: sua la bomba del +4 che accende letteralmente la polveriera del Paladozza, che da quel momento diventa un fattore ancora più determinante. Gli arbitri, dopo aver mandato Bologna in bonus in un paio di minuti nel quarto, iniziano a fischiare anche i sospiri, il frastuono è indescrivibile, Trieste si scioglie improvvisamente cedendo di schianto anche dal punto di vista nervoso, soccombendo soprattutto in quello che teoricamente dovrebbe essere il suo vantaggio strategico, la lunghezza del roster: con Bossi e Deangeli praticamente non impiegati nel secondo tempo, Vildera fuori e Candussi escluso per scelta tecnica della panchina, i biancorossi iniziano a mostrare visivamente la corda anche dal punto di vista fisico, calando inesorabilmente intensità difensiva e lucidità offensiva. Gli ultimi minuti sono un monologo biancoblu, con l’improvvisata quanto sempre più disperata raffica triestina da oltre l’arco che si spegne sistematicamente sul ferro. Alla fine, i 14 punti di divario sembrano una punizione anche eccessiva per la qualità della prestazione triestina, ma la vittoria della F è ineccepibile ed assolutamente meritata. La partita di Bologna evidenzia una volta di più in modo evidente le carenze del roster, specie se lo si vuole analizzare in prospettiva playoff con sfide dal tasso tecnico-tattico-fisico progressivamente crescente. Quando Candussi è accoppiato a lunghi verticali e dinamici mette a nudo la sua genetica lentezza sulle gambe, che in fase difensiva è esiziale. Vildera, lasciato da solo a tappare con le mani le crepe su una diga che si sfalda, è tecnicamente in progresso ma evidentemente in affanno quando deve portare sulle sue spalle la responsabilità di un intero reparto sui due lati del campo. In aggiunta, quelli che nelle previsioni della società avrebbero potuto sopperire alle lacune sotto canestro, possono farlo comodamente quando le avversarie di seconda fascia non hanno i mezzi ed i numeri per opporre resistenza, ma si dimostrano fuori ruolo e fuori contesto quando le squadre avversarie oppongono lunghi veloci, dinamici e multidimensionali come quelli di Bologna: Reyes al Paladozza è braccato inesorabilmente ogni volta che tenta incursioni al ferro, Deangeli non ha i mezzi tecnici per provarci, Ferrero deve ancora trovare la sua dimensione in questa squadra e comunque dal punto di vista fisico non ha le caratteristiche per competere con continuità nel pitturato. In altre parole, senza che ciò debba necessariamente diventare una priorità incombente, il club dovrebbe iniziare a guardarsi in giro alla ricerca di almeno un puntello in vista della fase decisiva della

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Eccellenza: Il San Luigi festeggia Natale con un bel tris

Nell’ultimo turno del 2023 del campionato di Eccellenza il San Luigi di mister Andreolla festeggia alla grande il Natale rifilando tre gol al Tricesimo, squadra parsa nettamente inferiore ai biancoverdi del presidente Peruzzo. Non c’è stata infatti quasi storia in Via Felluga: nel primo tempo Grujić e compagni sono partiti con il freno a mano tirato complice anche l’atteggiamento assai rinunciatario degli ospiti di mister Lizzi che sono scesi nel capoluogo giuliano con l’intento di portare a casa il classico punticino. Il gol alla fine del primo tempo di De Nuzzo ha poi spianato la via del successo al team di Andreolla che nel secondo tempo ha chiuso definitivamente i giochi con Grujić e ancora con lo scatenato De Nuzzo, autore di una doppietta. Con questo successo il Sanlu chiude nel migliore dei modi il 2023 portandosi a soli sei punti dal secondo posto, traguardo che fino a qualche settimana fa sembrava irraggiungibile. Il Tricesimo invece resta impelagato nella bagarre per non retrocedere in Promozione. Riassunto sfida Giornata calda per gli standard dicembrini con una buona cornice di pubblico in Via Felluga, alle 14.30 entrano in campo le due squadre accompagnate dalla terna arbitrale formata dal signor Poletto di Pordenone accompagnato dai due assistenti Marino e Salvi (rispettivamente della sezione del Basso Friuli e di Gradisca d’Isonzo). Entrambe le compagini partono schierandosi a specchio con un 4-3-3 che fa molto affidamento sulle corsie esterne perché in mezzo il traffico è assai elevato fin dai primi minuti, infatti Andreolla sposta subito Ianezic nella posizione di trequartista disegnando un 4-2-3-1 con caratteristiche più offensive, mossa che permetterà ai biancoverdi di essere più incisivi nell’area avversaria. Fin dalle prime battute di gioco si nota che da una parte il San Luigi non disdegna partire l’azione manovrando la palla per poi cercare sempre la verticale mentre il Tricesimo cerca subito di servire i suoi tre attaccanti con lunghi lanci dalle retrovie. Il gioco è quindi spezzettato e ristagna per molti minuti sulla trequarti. PRIMO TEMPO: 15′: bisogna attendere quindici minuti per assistere alla prima emozione del match, il tiro di Spadera trova una deviazione insicura in corner di Tullio che manca la presa. Sul susseguente corner un colpo di testa a botta sicura di Caramelli viene respinto dalla difesa. 16′: su uno schema di punizione ben riuscito Spadera tocca per Ianezic che solo davanti alla porta tergiversa troppo e la difesa sventa la minaccia. 17′: attacca ancora il san Luigi con una percussione di Millo, il suo tiro di piatto viene respinto in corner dalla difesa. 28′: punizione per il Sanlu, bel tiro a giro di De Nuzzo, parata in tuffo di Tullio. 44′: GOL SAN LUIGI, filtrante di Spadera per Marin, il tiro del centravanti viene deviato da un difensore sulla traversa, sulla ribattuta De Nuzzo insacca a porta sguarnita. 45′: volée splendida di De Nuzzo che colpisce il palo. L’azione era però ferma per fuorigioco. 47′: si affaccia per la prima volta il Tricesimo con un tiro di Khaiyì fuori di poco. SECONDO TEMPO: 47′: inizia meglio la squadra ospite con un tiro di Specogna che provoca la respinta dal portiere del San Luigi Tinazzo, sulla ribattuta un altro tiro di Fadini viene bloccato dal numero uno di casa. 59′: un tiraccio di Specogna su assist di Diallo finisce alto sulla traversa. 62′: GOL SAN LUIGI, su un corner dalla destra Grujić salta indisturbato e segna. 65′: occasionissima per il San Luigi, su una rimessa laterale di Polacco, Vagelli effettua una bella sponda per il tiro di Spadera che incoccia la traversa. 66′: si vede il Tricesimo con una punizione di Pratolino che finisce alta. 70′: altro tiro alto del Tricesimo con Brichese. 73′: Marin viene anticipato di testa da Pratolino prima di concludere a rete. 74′: GOL SAN LUIGI, su un lancio dalle retrovie, De Nuzzo si trova tutto solo davanti a Tullio e lo scavalca con un bel pallonetto al volo. 85′: chiude in avanti il San Luigi con una punizione di Cottiga, parata volante di Tullio. Le formazioni SAN LUIGI: Tinazzo, Polacco, Millo, Di Lenardo, Caramelli, Zetto, Ianezic, Grujić, Marin, De Nuzzo, Spadera. (A disposizione: Guiotto, Male, Ferluga, Greco, Cottiga, Codan, Marzi, Vagelli, German) . Allenatore Andreolla. TRICESIMO: Tullio, Del Piero, Quaino, Stimoli, Pratolino, Ponton, Khayì, Fadini, Specogna, Brichese, Del Riccio. (A disposizione: Ganzini, Razza, Rosso, De Biasio, Dassi, Paoluzzi, Diallo, Persello, La Sorte). Allenatore Lizzi.

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