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UDINESE-LECCE 0-3 (0-2)
Marcatori: 11′ Gaspar (L), 33′ N’Dri (L), 86′ st Siebert (L)
UDINESE (3-4-2-1): Okoye, Solet, Alaba (st 46′ Palma), Ebosse (st 64′ Zanoli), Vojvoda, Karlstrom, Zarraga (st 46′ Piotrowski), Kamara (st 46′ Arizala), Ekkelenkamp, Chakvetadze (st 64′ Unai Gomez), Davis. All. Runjaic
Lecce (4-3-3): Falcone, Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo, L. Coulibaly (st 41′ Kaba), Ngom, Maleh (st 82′ Siebert), N’Dri (st 82′ Monteiro), Geubbels (st 70′ Esteban), Fatah (st 69′ Pierotti). All.: E. Di Francesco –
Arbitro: Marco Guida
Ammoniti: Kamara (U)

L’Udinese sprofonda – e nel peggiore dei modi – contro il Lecce che nel “lunch match” della domenica fa un sol boccone dei friulani con un perentorio 3 a 0 che certifica non solo una crisi di risultati – quinta sconfitta consecutiva- ma anche e soprattutto di gioco e personalità degli interpreti, per non parlare della posizione del tecnico Runjaic, che in queste ore definire in bilico è un eufemismo.
Bravo il Lecce, squadra anch’essa fisica, aggressiva e ben messa in campo dal tecnico Di Francesco, ma non si può prescindere dalla considerazione che i bianconeri hanno messo in scena la peggiore prestazione possibile da tre anni a questa parte. Runjaic fa esordire al centro della difesa il neo acquisto Alaba e ripresenta Davis al centro dell’attacco, coadiuvato da Ekkelekamp e dal georgiano Chakvetadze. Sugli esterni fiducia- alla fine mal riposta- ad Ebosse e ad un involuto Vojvoda.
Si parte e almeno all’inizio l’Udinese sembra tenere il possesso palla – seppur sterile- già visto a Torino, provandoci anche dalla distanza con un destro di Chakvetadze bloccato da Falcone. Ma cambia tutto e anche abbastanza velocemente. Già all’undicesimo minuto di gioco su calcio d’angolo di Gallo si inserisce con uno stacco di testa Gaspar che insacca il pallone alle spalle di Okoye, portando in vantaggio i suoi.
Udite udite, surreale, ma la partita dell’Udinese finisce lì. Da quel momento i bianconeri riescono ad essere capaci di effettuare una serie infinita di passaggi orizzontali ed indietro che spesso diventano dei pericolosi tentativi di farsi male da soli. Ebosse perde un’infinità di palloni e per poco su un cross di Coulibaly, Geubbels non impatta il pallone del raddoppio. Solet si porta spesso a spasso la sfera anche in area di rigore, quasi a voler regalare dei brividi ad Okoye e davanti Davis non riesce mai ad accendersi con il georgiano Chakvetadze che mai si sogna di attaccare la profondità ed Ekkelekamp che usufruisce di un giorno di ferie.
Presto detto il Lecce non ci mette molto a capirlo e ad approfittare, trovando il gol del raddoppio ancora sugli sviluppi di un corner battuto da Gallo che, dopo un paio di carambole, finisce sul petto di N’dri che insacca il pallone alle spalle di Okoye. L’Udinese è in balia di se stessa oltre che dell’avversario e deve ringraziare prima la traversa che nega a Fatah il gol del tre a zero e poi Okoye che interviene prontamente su una conclusione ravvicinata di Geubbels. Finisce così il primo tempo ma non la via crucis dei tifosi friulani che – bisogna dirlo- fino a quel momento non smettono di incitare i loro beniamini.

Si riparte con Alaba seduto in panchina – forse per non esporlo ad una figuraccia da 90 minuti – e con l’unica nota lieta, il rientro in campo di Piotrowski dopo le settimane di stop forzato causa del problema al cuore. Ed è proprio il centrocampista polacco a trovare la via della rete con una zampata sul cross del neo entrato Arizala, rete che però viene annullata dall’arbitro Guida per un fuorigioco dello stesso Piotrowki.
A questo punto ricomincia il monologo dei salentini che prima graziano Okoye con Geubbels che da pochi passi calcia addosso al nigeriano e poi con una botta di Esteban che colpisce il palo. Ma il terzo sigillo è nell’aria ed è opera di Siebert che sull’ennesima ripartenza batte Okoye che, questa volta, non può fermare l’emorragia in atto.
A questo punto molti tifosi bianconeri presenti in curva decidono di lasciare anzitempo lo stadio delusi e sfiduciati per un epilogo tanto repentino quanto imbarazzante. La gara si chiude con una sconfitta pesante. Ma ancor più pesante è l’aria che si respira al Blue Energy Stadium. Seppur una considerazione paradossale c’è da sperare che più di qualche giocatore abbia per così dire remato contro, perché se così non fosse la condizione della squadra sarebbe a dir poco sull’orlo del precipizio! E domenica arriva il Milan….

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