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Importanza Capitale!

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Anticipo del sabato per l’Udinese che alle ore 18.00 al Blue Energy Stadium attende la lanciatissima Roma di mister Gasperini in una gara che per lo stato attuale della squadra potrebbe sembrare proibitiva ma che, comunque, potrà dare qualche altra indicazione sui flebili segni di ripresa mostrati dai bianconeri in quel di Parma. Inutile negarlo, società, squadra e tifosi vivono al momento in un clima surreale perché, al di là di qualche azzardato proclama europeo di inizio stagione, non sembravano esserci le premesse per un avvio così stentato da parte di Zaniolo and company.
Dopo le prime gare incoraggianti con il passare del tempo la squadra si è involuta rispetto alle trame di gioco mostrate con Como, Monza e nel primo tempo con la Lazio. Anche le prestazioni individuali sono andate scemando e certezze come Solet, Ekkelekamp, Zaniolo, Davis, Vojvoda e lo stesso Okoye hanno cominciato, chi per un motivo chi per un altro, a non garantire più un apporto costante per i colori bianconeri, anzi a volte sono stati artefici di veri e propri harakiri. Lo stop tecnico e mentale dei cosiddetti top player ha finito per condizionare inevitabilmente anche gli altri interpreti più giovani, uno per tutti lo scozzese Miller che, dopo un promettente avvio di stagione, ha regalato un paio di topiche costate punti e soprattutto a lui il posto di titolare.
C’è poi una questione di tenuta fisica da non sottovalutare, se si pensa al notevole numero di infortuni muscolari della prima parte di stagione ma anche ai crolli della squadra nella seconda frazione di gioco: nei soli primi tempi, l’Udinese avrebbe oggi 6 punti in più. Mancano, questo è certo, punte e forse andrebbe corretto anche l’assetto difensivo, visto il colabrodo delle ultime partite, ma è pur vero che in fondo questa squadra non è poi così distante – Atta e Kristensen esclusi- da quella che ha regalato ai propri tifosi una signora stagione, terminata solo qualche mese fa.
Ora la situazione appare decisamente diversa e particolarmente delicata. Mister Runjaic, bisogna dirlo, sin da subito si è assunto la responsabilità di questo iniziale fallimento ma al netto delle parole di circostanza, non sembra aver mai concretamente individuato quelle che sono le pecche di una squadra, visibili invece ai più ad occhio nudo. Poco movimento senza palla, ricerca costante di passaggi in orizzontale, problemi di immobilismo sui calci piazzati avversari ed errori tecnici banali, hanno portato l’Udinese a toccare quasi il fondo della classifica.
Ma la cosa che più preoccupa ora è la testa dei giocatori che appare svuotata e in certi frangenti quasi a dar l’impressione di una rassegnazione non concepibile alla soglia della decima giornata di campionato. In questo non è pensabile che sia qualcuno di diverso dalla guida tecnica a prendersene la responsabilità. Pertanto la gara di domani rappresenta non una gara da vincere ma una partita in cui dimostrare che al di là delle chiare difficoltà del momento, la squadra non difetta di orgoglio e motivazioni sufficienti per proseguire la stagione con il giusto spirito.

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