tsportinthecity

Arriva il diavolo, per evitare l’Inferno

Tempo di lettura: 2 minuti

Quella di domenica sera al Blue Energy Stadium poteva essere la classica sfida da godersi per l’arrivo di una big, sperando nel clamoroso colpo della provinciale, ma la realtà purtroppo ci racconta un’altra storia. Tra Udinese e Milan andrà per forza in scena una gara a dir poco tesa e ricca di pathos per i tifosi friulani che, speriamo, non debba trasformarsi in uno psicodramma sportivo alla fine dei novanta minuti.
Le cinque sconfitte consecutive ma, soprattutto, l’apatia che ha contraddistinto gli uomini di Runjaic nell’ultima debaclè casalinga, hanno scaraventato i bianconeri in un vortice di incertezze tecniche e tattiche di notevole gravità. La società, nonostante molti addetti ai lavori non ci scommettessero più di tanto, ha rinnovato la fiducia al tecnico tedesco, seppur a tempo, e la spiegazione è presto detta.
Se è vero che l’ammissione di responsabilità di Kosta (nell’immagine di apertura) non lo esime né lo giustifica dalla gestione a dir poco approssimativa delle ultime gare, è comunque necessario mettere i singoli giocatori di fronte alle responsabilità che un professionista ben remunerato deve prendersi. A prescindere dalla forma fisica e dalle carenze tecnico tattiche, vedere giocatori – alcuni di loro anche oggetto di mercato – come Solet, Ekkelekamp, Vojvoda vagare per il campo senza uno straccio di idea e voglia di lottare non può essere esclusivamente demerito di un allenatore.
A prescindere da ciò che potrebbe succedere a fine partita – chiariamoci, l’esonero di mister Runjaic è comunque ancora sul tavolo societario – la gara contro i rossoneri ci racconterà molto di quali siano gli effettivi problemi di spogliatoio. Ciò premesso, rimangono molte criticità di natura oggettiva che renderanno difficile comunque uscire dal terreno di gioco con un risultato positivo.

Jurgen Ekkelenkamp

L’assenza prolungata di Zaniolo – che dovrebbe comunque sedere in panchina – è particolarmente pesante, tenuto conto che l’olandese Ekkelekamp finisce per essere uomo solitario in fase di rifinitura. La difesa sembra non aver ancora trovato un giusto assestamento e Alaba, appena arrivato, resterà probabilmente ai box per infortunio. Per contro anche davanti non si può dire che vada meglio, considerato che l’ariete Davis poco può fare, se non difendere palloni se privo dell’assistenza di chi dovrebbe imbeccarlo verso la rete. La storia ci racconta che le grandi squadre – seppur con i loro limiti – sanno ben approfittare di questi momenti critici degli avversari fruendo di un tasso tecnico maggiore, ma la speranza è che i bianconeri, dopo aver toccato il fondo, possano almeno per una sera risorgere come l’Araba Fenice.

Torna in alto