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All’ombra dell’alabarda

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Qualche settimana fa un’altra cartolina aveva introdotto il ruolo degli immigrati europei nel calcio australiano (https://www.tsportinthecity.it/dietro-langolo-dallaltra-parte-del-mondo). Oggi una recentissima aggiunta alla mia collezione mi permette di fare un altro esempio, che spero risulterà gradito.
Come noto ai più, Trieste ritorna all’Italia nel 1954, dopo nove anni di amministrazione diretta anglo-americana. A questo evento segue un decennio di profondi cambiamenti nel tessuto umano, sociale e politico della città, la cui popolazione cresce e muta rapidamente composizione.
Un numero significativo di triestini (le stime più accreditate si aggirano sulle 20.000 unità) sceglie come destinazione l’Australia, puntando soprattutto su Sydney e Melbourne. Già nel 1954, gli immigrati alabardati costituiscono anche agli antipodi un’Unione Sportiva Triestina, tuttavia i soci si dedicano solo a pallacanestro, nuoto e pallanuoto.
Alla fine del 1959, la comunità triestina di Melbourne ha già dimensioni notevoli e si organizza meglio, anche dal punto di vista sportivo. Viene fondata ufficialmente la polisportiva, che aggiunge alle discipline praticate anche ginnastica, atletica e – soprattutto – il calcio, che mutua colori e simbolo dalla squadra amata.
Così, mentre la Triestina abbandona (finora definitivamente) la Serie A, la sua gemella scala rapidamente la piramide calcistica nella terra dei canguri, raggiungendo nel 1964 la prima divisione dello Stato di Victoria, dove resta per due stagioni. A quel fortunato periodo iniziale risale il gagliardetto raffigurato nella cartolina.
Attraverso i decenni successivi, il club affronta ben sei fusioni con altre società di Melbourne, scende e sale nelle gerarchie calcistiche e cambia nome tre volte, fino ad adottare nel 1995 quello attuale: Essendon Royals. Eppure, nonostante questa turbolenta parabola societaria, ancora oggi l’alabarda di San Giusto occupa una partizione dello stemma, mantenendo l’identificazione con la città natale dei fondatori.

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