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Come era il calcio dilettantistico triestino nei primi Anni Duemila? (1a puntata)

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A quasi un quarto di secolo di distanza, per capire a come si è evoluto il movimento calcistico dilettantistico triestino in questo lasso di tempo, facciamo fare un piccolo salto di venticinque anni per tornare ad analizzare la stagione calcistica delle nostre squadre dilettanti nel lontano 2000/01. Ci siamo serviti per l’occasione di tre armi potentissime (l’archivio online del quotidiano Il Piccolo, il bellissimo libro di Bruno Gasperutti Il Calcio a Trieste. Il racconto di tutti i campionati, dalla Triestina ai dilettanti, dal 1919 al 2022 e il canale Youtube “Mister Bazzara” di Christian Bazzara, ex giocatore del Ponziana di quegli anni) che ci consentono di ricostruire come era strutturato il calcio dilettantistico triestino e in che modo giocavano le nostre squadre agli albori del secondo millennio.

Le squadre e le categorie

Possiamo dire che all’inizio del 2000 il movimento calcistico triestino godeva di ottima salute. Se la prima squadra cittadina, la Triestina, stava incominciando il suo lungo percorso miracoloso verso la Serie B, raggiunta con due promozioni consecutive ai play-off, sotto la guida del duo Amilcare Berti (presidente) ed Ezio Rossi (allenatore), anche il movimento calcistico locale poteva godere di numerose realtà in piena salute.

In Eccellenza due erano le squadre guida: il San Luigi del presidente Ezio Peruzzo (ancora oggi squadra leader del movimento triestino anche a livello giovanile), allenato da Carlo Milocco ed il neopromosso Zarja Gaja (oggi rimasto solo Zarja perché il Gaja di Padriciano oggi è scomparso) con la squadra carsolina della minoranza slovena che era affidata alle cure dell’ex giocatore della Triestina Roberto Lenarduzzi che poi venne sostituito dal “Mago” Michele Di Mauro che non riuscirà ad evitare il declassamento di categoria. Oggi sono invece quattro le compagini che rappresentano la provincia di Trieste nel massimo campionato dilettantistico (il solito San Luigi, lo Zaule Rabuiese, il Sistiana e il Chiarbola/Ponziana), segno che il calcio locale ai vertici è cresciuto a livello competitivo negli ultimi cinque lustri, il problema però è che a questo miglioramento ai vertici è seguito un vero e proprio impoverimento della cosiddetta “classe” media che una volta era ben rappresentata dal campionato di Promozione.

Nella stagione 2000/01 partivano in Promozione ben sei squadre triestine, per altro molto agguerrite e competitive: il San Sergio (l’attuale Trieste Victory Academy) della famiglia de Bosichi, affidato alle cure di un allenatore professionista come lo sloveno di Capodistria Ivan Marjon, già famoso per aver condotto il Belvedur Izola ad uno storico trentaduesimo di finale contro il Benfica di Rui Costa e Paulo Sousa (che era allenato dal santone croato Tomislav Ivic, ex tecnico anche dell’Ajax), era la squadra da battere che punta al grande salto di categoria. I giallorossi erano seguiti da altre formazioni ambiziose come il Ponziana, appena passato alla conduzione di Alessandro Davanzo dopo la pluridecennale gestione Zagaria, che puntava su un allenatore emergente come il giovane Aldo Corona (ex Primorec), anche i veltri avevano la non celata intenzione di ambire al salto di categoria. Ambizioso come da tradizione era anche il San Giovanni di Spartaco Ventura che aveva scelto un tecnico di provata esperienza come Renato Palcini, poi sostituito dopo poche giornate dallo stesso presidente rossonero sulla panchina. Sia i lupetti di Borgo san Sergio che il Sangio perderanno l’appuntamento con la promozione ai play-off.

Poi trovavamo un’altra squadra con sogni di gloria come il Muggia sponsorizzato Duino Scavi (perché il suo presidente era il duinese Ervino Leghissa padrone dell’omonima ditta), la squadra rivierasca era affidata a Marzio Potasso che oggi siede proprio sulla panchina del Muggia 2020, vicino al ritorno in Promozione. Agguerrito partiva anche il Latte Carso (l’attuale Sistiana) del patron Pelloni che in panchina aveva un pezzo da novanta come Marino Lombardo, ex terzino del Torino e allenatore della Triestina della promozione in Serie B nella stagione 1988/89; i carsolini saranno la grande delusione della stagione e retrocederanno in Prima Categoria dopo essere stati in Eccellenza la stagione precedente. Tra queste formazioni molto competitive citiamo infine il Costalunga, guidato dal compianto factotum Vladimiro “Vladi” Tesovic, una formazione “pane e salame” che però in ogni campionato riusciva sempre a centrare grandi traguardi nonostante i budget limitati, i gialloneri infatti anche questa volta riuscirono a centrare la salvezza. Se spostiamo lo sguardo all’oggi, in Promozione abbiamo solo tre squadre del capoluogo giuliano: il Kras Repen, il Trieste Victory Academy (squadra erede del San Sergio) ed infine il Sant’Andrea/San Vito. Solo la squadra carsolina ha ambizioni importanti: l’Academy infatti è in piena bagarre salvezza mentre il Sant’Andrea/San Vito è praticamente retrocesso.

Passando alla Prima Categoria nel 2000/01 avevamo quattro squadre triestine: il Domio, lo Zaule Rabuiese e due squadre “slovene” del Carso come il Primorje ed il Vesna, nessuna di queste rappresentava la città ma realtà del circondario. Oggi ci sono ben sei squadre della nostra provincia: Muggia 2020, Breg, Roianese, Opicina, Costalunga e San Giovanni (di cui solo il Muggia 2020 ha ottime probabilità di ottenere il salto di categoria) di cui tre cittadine, segno quindi di un movimento che si è livellato verso il basso. Per quanto riguarda la Seconda Categoria essa contava su ben cinque squadre triestine (Chiarbola, Campanelle, Breg, Primorec ed Opicina), mentre la Terza annoverava un girone (quello F) composto integralmente da squadre di Trieste, molte delle quali oggi non esistono più (Esperia Anthares, Venus, Union) o sono state accorpate (Sant’Andrea e San Vito) mentre fa specie la prima e la terz’ultima piazza di Kras (che ha sconfitto il Sant’Andrea allo spareggio) e Roianese. I carsolini erano all’inizio di una lunga scalata che li porterà addirittura alla Serie D, la squadra bianconera di un rione popoloso come Roiano invece allora era considerata un po’ la squadra materasso del calcio triestino mentre oggi è una società di tutto rispetto del panorama locale che vanta per altro un ottimo settore giovanile.

Le uniche squadre della Terza Categoria di allora che oggi hanno conservato quasi intatta la loro dimensione erano il C.G.S. e il Montebello Don Bosco, mentre va evidenziata anche la presenza di una squadra B, quella del Breg. Quindi in totale, tra la Seconda e la Terza Categoria nel 2000 potevamo contare su ben quindici squadre. Oggi, nell’attuale Seconda Categoria, diventata l’ultimo gradino dell’organizzazione del calcio nazionale conteggiamo nove squadre triestine (Domio, Campanelle, Zarja, Vesna, C.G.S., Muglia Fortitudo, Montebello Don Bosco, Primorec e Primorje). Nel giro di 24 anni sono quindi sparite ben cinque squadre nel panorama calcistico triestino per un totale di circa cento atleti praticanti.

Riassumendo: in quasi venticinque anni il calcio triestino, pur potendo contare di più formazioni nel campionato d’élite (l’Eccellenza), ha visto scendere decisamente non solo il suo livello medio ma anche il numero delle squadre e degli atleti praticanti.

La classifica finale dell’Eccellenza

La classifica finale della Promozione (girone B)

La classifiche finale della Prima (girone C), della Seconda (girone D) e della Terza Categoria (girone F)

(Fine 1a puntata)