tsportinthecity

Da Roma a… Roma

Tempo di lettura: 2 minuti

Oggi vi parlo di una cartolina trovata per caso in un angolo di Roma, ma la cui origine è in una zona di Città del Messico chiamata Colonia Roma. In questo contesto, oggi completamente integrato al centro da cui dista una manciata di chilometri, fu fondato nel 1918 l’Atlante Fútbol Club. Espressione di un quartiere il cui tessuto sociale era formato da operai e piccoli commercianti, l’Atlante divenne subito “el equipo del pueblo” con forte connotazione popolare, in opposizione agli aristocratici club nati nei circoli britannici della capitale messicana, oppure alle squadre espressione delle scuole private di matrice alto-borghese.
La forte relazione con il proletariato urbano di Città del Messico andò rafforzandosi negli anni ’30 e ’40, grazie alle vittorie che gli “azulgrana” coglievano contro le più forti squadre dell’epoca come il Germania, l’Asturias, l’América e il Necaxa. E’ appena il caso di notare che le ultime due sono tuttora presenti nei piani alti del calcio messicano e proprio gli acerrimi rivali biancorossi del Necaxa sono considerati la massima espressione del calcio azteca.
Dopo una serie di campionati di mezza classifica nella decade successiva, l’Atlante continuò una lenta decadenza e nel 1966 l’influente Generale José Manuel Núñez, che era stato presidente della squadra per oltre vent’anni, cedette a un nuovo proprietario. Questi cercò di contrastare la decadenza in atto, che sarebbe sfociata nella prima retrocessione in serie cadetta nei primi anni ’70, ricorrendo anche a una serie di amichevoli internazionali. In una di queste, l’Atlante si trovò a fronteggiare i giallorossi capitolini allora allenati dal “Mago” Helenio Herrera, subendo una sconfitta per 1-0, con una rete di Fabio Capello al 43′ minuto. Nel secondo tempo la Roma colpì due legni con Peirò e D’Amato, mentre l’attenta guardia di Spinosi e compagni fece vivere un pomeriggio molto riposante al portiere Ginulfi, che potè godersi il tiepido sole dell’ottobrata romana sul verde prato dello stadio Flaminio.
Nella cartolina potete vedere la bella fattura del gagliardetto in panno con le lettere cucite, l’originale emblema scelto dall’Atlante in quegli anni e – sullo sfondo – una parte delle firme che ne adornano il retro, unitamente alla data: 19 – 10 – 68.

3 commenti su “Da Roma a… Roma”

      1. Il bisiaco non era bello a vedersi, ma è stato un grandissimo: per visione di gioco, personalità, senso geometrico e anche freddezza sotto porta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *