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La preparazione dei portieri nel settore giovanile: impostare il gioco (9a puntata)

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La lettura del gioco, un fattore sempre più importante per un portiere

Come abbiamo già accennato nella scorsa puntata, l’introduzione nel 1992 della regola che ha impedito per la prima volta al portiere di prendere con le mani il pallone ricevuto da un retropassaggio di un compagno di squadra ha letteralmente rivoluzionato il ruolo del portiere. Nel calcio di oggi, oltre che a parare, ormai il numero uno deve infatti sapersela cavare con i piedi come il più disinvolto dei registi perché la costruzione dell’azione di gioco inizia quasi sempre dai piedi del portiere. La conseguenza di questa “rivoluzione” è che il portiere debba possedere nel suo bagaglio doti tattiche, di lettura del gioco e di orientamento spaziale sempre più importanti.

Nel calcio odierno, caratterizzato da squadre sempre più corte e da continue transizioni tra una parte e l’altra del terreno di gioco, il portiere deve possedere in particolare una dote non appena entra in possesso della sfera: intuire in poche frazioni di secondo come costruire l’azione nel modo più corretto ed efficace. La corretta esecuzione della fase costruttiva di una squadra non può prescindere infatti da un portiere “pensante” che sa intuire e leggere il gioco. Dalla categoria Giovanissimi Under 14 si può iniziare a sviluppare l’intelligenza tattica e situazionale del portiere.

Il lancio lungo

Quando la squadra avversaria è in pressione, al portiere è sempre consigliabile calciare il pallone lungo in direzione degli attaccanti per sfruttare gli spazi che si trovano dietro la “zona cieca” (cioè la zona di campo che sta dietro alla linea difensiva dove i difensori non hanno la visuale del campo). Oggi, con squadre schierate in linea a zona il portiere può sfruttare molto questo fattore rispetto a qualche anno fa quando la presenza del libero staccato dietro ai marcatori permetteva una copertura molto più efficace della propria metà campo. Il portiere non dovrà mai rinviare il pallone centralmente perché il lancio lungo centrale è la classica manna per i difensori centrali avversari che possono tranquillamente colpire il pallone di testa con la visuale ampia del campo.

I difensori avversari vanno in difficoltà quando il portiere effettua il rilancio con direzione diagonale alla ricerca dei cosiddetti half-spaces (termine ancora non tradotto ma che in italiano chiameremo semispazi), cioè i corridoi interni a metà tra le fasce e la zona centrale delimitati grossomodo dalle linee dell’area grande e dell’area piccola. Il lancio del portiere va effettuato in direzione diagonale perché in questo modo i difensori avversari devono mettersi in una postura del corpo a loro sconveniente che non permette loro una corretta visuale del campo. Il portiere deve ricercare gli half spaces per un motivo: sono spazi di nessuno che non sono presidiati né dai terzini né dai centrali che in queste due piccole fasce sono sempre costretti a spostarsi dal loro scaglionamento iniziale.

Nel caso invece che il portiere non veda la profondità di campo sufficiente per cercare il lancio lungo in diagonale, dovrà ricercare l’ampiezza rinviando il pallone sul corpo di uno dei due esterni alti. Corpo (ampiezza) e spazio (profondità): il portiere dovrà tenere a mente questi due concetti quando dovrà giocare il pallone ontano dalla propria area di rigore.

Impostare il gioco da dietro

Nel calcio di oggi l’impostazione del gioco da dietro, con i centrali ed i terzini, è diventata quasi un’ossessione che spesso costa molti gol evitabili per la troppa insistenza con la quale portieri e difensori cercano il gioco corto anche in occasioni che sconsigliano un simile approccio. Il consiglio è quello di cercare l’impostazione dal basso quando la squadra avversaria rincula nella propria metà campo lasciando “scoperti” i difensori nell’impostare l’azione.

Il portiere dovrà, preferibilmente, iniziare l’azione dai terzini in quanto giocando la palla nelle zone laterali si rischia di meno: nel caso gli attaccanti dovessero conquistare la sfera in questo modo avrebbero poca visuale per cercare la porta. Durante il giropalla dei difensori il portiere dovrà mantenere sempre un comportamento attivo e non passivo: dovrà infatti sempre spostarsi in direzione della sfera fungendo da un ipotetico vertice basso di un triangolo pronto a ricevere lo scarico dai difensori. Una volta ricevuto il pallone il portiere dovrà decidere, in base alla situazione, se continuare a giocare corto oppure cambiare il gioco sul lato opposto, in questo modo tutta la squadra avversaria è costretta a spostarsi.

Riferimenti video:

(Fine 9a puntata)