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Normanni sì, normali no

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Ricomincia la stagione calcistica e il postino ricomincia a recapitare cartoline. Maglia rossa, pantaloncini bianchi, qualche decennio di lontananza dalla prima serie e due recenti fallimenti. Potrebbe essere Valmaura, invece è Rouen, capoluogo della Normandia. Uno dei centri più importanti nella storia francese, fu sede del Ducato di Normandia, capace di estendere la propria dominazione sull’Inghilterra. All’inizio del 1200 tornò a far parte della corona francese. Occupata a più riprese da eserciti stranieri, ancora oggi è una delle principali mete turistiche del paese, grazie ai numerosi monumenti che la adornano.

Anche la squadra storica della capitale normanna, nata nel 1899 come FC Rouen, vanta origini nobili e grandi successi, prima a livello regionale e, dagli anni ’30, anche a livello nazionale. I Diables Rouges (diavoli rossi, così chiamati per le loro maglie e lo stile irruento) hanno disputato ben 19 stagioni nella massima serie transalpina. Riuscirono anche ad aggiudicarsi il campionato di guerra del 1945, ma la federazione francese non lo riconobbe.

Il gagliardetto di oggi risale al decennio successivo, in cui morì Robert Diochon, presidente e simbolo per quasi 50 anni. Il club reagì a questa perdita lavorando per tornare in Prima Divisione. La sospirata promozione avvenne in occasione di una vittoria casalinga sull’Olympique Marseille, al termine della stagione 1959-60. Seguì un decennio di splendore sportivo, con due quarti posti e la partecipazione a diversi tornei e prestigiosi incontri internazionali. Purtroppo, però, il decennio si chiuse con i libri in tribunale e la squadra retrocessa. Da allora, l’appassionato pubblico di Rouen ha assistito soprattutto a fusioni e retrocessioni, con l’ultima presenza in Division 1 nel 1985 e con l’onta della perdita dello statuto professionale del club, con conseguente ridimensionamento del settore giovanile. Chissà se il futuro riporterà i diavoli in paradiso?

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