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Tiro al bersaglio? Ma basta…

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Che la gallina padovana dal gran ciuffo ornamentale sia anche gran produttrice di uova lo si sa da sempre: certo, a proposito di uova e visto che eravamo a Pasqua, il gruppo squadra del padova, da Andrea Mandorlini in giù, non si aspettava di dover scartare l’uovo di Pasqua, romperlo e… trovarci quella che per loro era una inattesa sorpresa., Una sconfitta, come quelle cui va incontro chi, senza fare un tiro in porta, vorrebbe portarsi a casa un punto e… invece torna a casa a mani vuote. Certo che per la capolista, che con la Triestina ci perde quattro dei sei punti in palio, la sconfitta pasquale vuol dire mettere in discussione la promozione diretta cui puntava e cui può puntare ancora, naturalmente, anche se le inseguitrici sembrano decise a render dura la vita.

Perdere dispiace sempre, e in casa alabardata spesso si è dovuto digerire l’indigeribile, per cui le “geremiadi” (dal testo biblico del Libro delle Lamentazioni, attribuito al profeta Geremia…) sparate a raffica dal territorio padovano hanno un po’ fatto saltare la mosca al naso in casa alabardata che si affida ad un comunicato ufficiale per fare qualche precisazione in merito a… chi rompe l’uovo di Pasqua e poi non è contento di quel che ci trova dentro…

“Trieste, lunedì 5 aprile 2021 – Il fischio finale della partita di sabato sera al “Rocco” contro il Calcio Padova, ha dato il via a una sorta di tiro al bersaglio che l’U.S. Triestina Calcio 1918 non accetta e non può tollerare. Senza voler ricordare e menzionare i tanti (davvero tanti) episodi platealmente contrari nel corso dell’attuale stagione agonistica, il clamoroso polverone alzatosi dalla tarda serata di sabato ha messo totalmente in secondo piano l’evidenza di aver concesso all’attuale capolista un tiro e mezzo in porta nell’arco di 180′. Un attacco diretto e reiterato nel quale non viene minimamente fatta menzione di una rete probabilmente regolare annullata ad Anibal Capela sullo 0-0 (Saber trattiene Calvano provocando la caduta di entrambi i calciatori prima del colpo di testa vincente del difensore).

Restiamo alquanto sorpresi di tanta risonanza, pensando anche “solo” a quanto rapidamente ci si è dimenticati – non certo noi – di come è stata negata la promozione in Serie B nella finale playoff 2018-2019 quando, di fronte ad oltre 20mila spettatori e in diretta nazionale, due evidentissimi falli di mano e due ulteriori interventi da rigore nei minuti finali negarono alla Triestina la chiara e legittima opportunità di superare i diretti avversari entro i 90′ regolamentari, centrando quindi il passaggio in cadetteria. Tutto questo – qualora già non bastasse – in aggiunta all’espulsione del nostro Capitano sul punteggio di 1-1 e con risultato di parità comunque ottenuto al 90′, punteggio che sommato al 2-2 dell’andata avrebbe con le regole della precedente stagione comunque promosso la Triestina. Tornando invece alla gara con il Calcio Padova, più di qualcuno ha probabilmente dimenticato – non certo noi – quello che successe nella partita di andata al 62′, un episodio probabilmente mai visto prima su un campo di calcio. Un calcio di rigore assegnato – e confermato come tale dal direttore di gara a fine match – e convertito in punizione al contrario un minuto e mezzo più tardi su segnalazione del guardalinee, per un fuorigioco che le immagini evidenziarono non esserci, con un nostro calciatore pronto a calciare il pallone già da tempo sistemato sul dischetto. Il risultato del campo fu comunque accettato dalla nostra Società, senza portare avanti per giorni – pur avendone le ragioni – una polemica. Perché di questo – senza come già specificato sopra ricordare tutti gli evidenti episodi contrari nel corso della stagione – non si è parlato per giorni con frequenza da trend topic? Perché la stessa cosa non è avvenuta in occasione dei molteplici plateali episodi vissuti in quella finale del giugno 2019?

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