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A Perugia per un riscatto

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Se tra i tifosi della Triestina ci fosse qualche appassionato di lirica, per parlare dell’amata finirebbe per rifarsi alla romanza dell’Arlesiana di Cilea: “E’ la solita storia del pastore…” Sembra quasi di sentire la voce di Pavarotti che nel ruolo di Federico (la romanza è conosciuta anche come “Lamento di Federico”) che innamorato della protagonista ne scopre il tradimento…

Già, perché sembra che la Triestina lo faccia a posta di farsi amare un giorno – anche se i tifosi giurano che è per sempre – per poi farsi vedere con una faccia totalmente diversa. Insomma, una specie di tradimento. E allora, è la solita storia, peraltro degli ultimi anni, in un infinito tiramolla che non vuole cambiare o, forse, che malgrado ogni tentativo, non riesce a cambiare. La lunga serie positiva aveva ridestato buone speranze, la partita di San Benedetto le ha quasi sotterrate: non tanto per la sconfitta che può arrivare per tutti – Padova, Sudtirol, Perugia, Modena non ne sono certo esenti – ma per la maniera, per la quasi rassegnazione che ogni tanto riaffiora nella squadra.

Il momento, anche se tutti cerchiamo di far finta di niente – non è facile: le squadre, con tutte le attenzioni del caso, si allenano, viaggiano, giocano: non fanno assembramenti, ma i contatti sono inevitabili e diventa inevitabile il contagio, com’è successo, per la seconda volta, anche in casa alabardata. C’è, fortunatamente, la possibilità di uscirne, ma la malattia resta dentro per parecchio, fa perdere le forze, si fa difficoltà a riemergere ed essere come prima. E’ quello che succede, purtroppo, e atleti che devono misurarsi ogni momento con gli sforzi ne risentono anche inconsciamente.

Mirko Petrella

Pur disamorati, allora, cerchiamo di comprendere e, dopo una prova che fa cadere ogni certezza, vediamo se, come in un onda che si rincorre, al prossimo tentativo la squadra sarà nuovamente in salita verso la cresta dell’onda. Siamo alle battute finali di una stagione che ha riservato alla Triestina di incontrare le prime della classifica una dietro l’altra o quasi: dopo Padova, c’è Perugia, squadra che ha rivisto come il Sudtuirol, restringersi il divario dal vertice patavino ed è quanto mai decisa a fare di tutto per la volata che ha come traguardo la Serie B diretta.

Non ci sono squadroni in giro, ma certamente la formazione allenata da Caserta ci va vicino: ha costruito gran parte del suo bottino al “Curi” dove ha messo assieme 40 punti, con una sola sconfitta mentre lontano da casa sembra un po’ meno forte, visto che ha totalizzato 27 punti perdendo anche quattro volte. 58 gol segnati, come il Sudtirol, poco meno del Padova, 29 gol subiti. Ha giocatori di categoria superiore come Melchiorri, autore di 8 reti, Burrai, ex pordenonese specialista in calci piazzati, Angella, difensore sempre presente, i goleador Murano (10 reti), Elia (7), Bianchimano e Minesso (6). Insomma, una squadra forte che, dopo la sconfitta a Trieste, infilo dieci partite positive da 21 punti per fermarsi però a Padova. Il curriculum recente dice che dopo aver perso a Gubbio, ha fatto dieci punti vincendo nell’ordine con Sudtirol, Imolese, pareggiando a Fermo e superando la Virtus Vecomp nell’ultima giocata.

L’avversario è tosto, insomma e per la Triestina la strada sembra in salita. Difficile che la squadra possa cambiare volto e giocherà come ha fatto nelle ultime partite. Grande attenzione difensiva, perché se dovesse andar sotto non ci sarebbe quasi verso di risalire, centrocampo votato a contenere a scapito di iniziative d’attacco che rischiano sbilanciamenti che spesso non si riesce a rimediare in recupero, attacco che deve arrangiarsi come può: Mensah, con la sua velocità, potrebbe impensierire gli avversari, ma ultimamente è più il tempo che passa sulla difensiva rispetto a quello di attaccante, come del resto pretende il modulo adottato da Pillon. Restano le due punte Gomez, se capita l’occasione, cerca di non lasciarsela sfuggire, Litteri è piombato in una terra di nessuno che lo tiene lontano anche dalle buone intenzioni, Granoche sgomita sempre, ma il guizzo letale non lo ritrova. Poi ci sono i “piccoletti” Sarno e Petrella: entrambi hanno dovuto affrontare periodi difficili. Il primo per il contagio, il secondo per i guai muscolari. Sono entrambi nuovamente utilizzabili ed è molto possibile che Pillon scelga uno di loro per dare altri tempi all’azione d’attacco. Poi, a centrocampo, è tornato in squadra Giorico: da valutare le sue condizioni di resistenza dopo tanti giorni lontano dal campo, ma il suo modo di giocare, magari farebbe molto comodo. Per il resto, si dovrebbero vedere gli uomini delle ultime partite. Si gioca alle 15, arbitra Tremolada di Monza.