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Quarta sinfonia di Trieste: abbattuta anche Napoli 85-68

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PALLACANESTRO TRIESTE – GEVI NAPOLI BASKET 85-68

Pallacanestro Trieste: Gaines 8, Pacher 0, Bossi 5, Davis 16, Spencer 16, Deangeli 5, Ruzzier 11, Campogrande 0, Vildera 2, Bartley 22, Lever 0. Allenatore: Legovich. Assistenti: Maffezzoli, Vicenzutto.

Ge.Vi. Napoli Basket: Zerini 10, Howard 5, Young 4, Michineau 16, Dellosto 3, Matera ne, Davis 0, Uglietti 4, Williams 7, Stewart 10, Zanotti 9, Grassi ne. Allenatore: Pancotto. Assistenti: Cavaliere, Gabriele.

Parziali: 18-19 / 24-15 / 21-20 / 20-14

Progressivi: 18-19 / 42-34 / 65-54

Arbitri: Mazzoni, Perciavalle, Capotorto.

I ragazzi di Legovich non si fanno distrarre dalla grande cornice di pubblico, tornato a superare (abbondantemente) le 4000 presenze dopo quasi tre anni, ed anzi se ne fanno trascinare, quasi cullare, si godono fino all’ultimo coro, durato ben oltre il quarantesimo minuto. Rimangono concentrati, consci dell’importanza che la seconda vittoria su Napoli avrebbe avuto in chiave salvezza, anche quando, dopo aver illuso i propri tifosi di aver ormai messo in carniere i due punti raggiungendo le 18 lunghezze di vantaggio a metà terzo quarto, si lasciano rimontare fino a sentire il fiato sul collo di una GeVi arrivata a solo due possessi di ritardo con una vita ancora da giocare. Ed è questa la costante più clamorosa di questa nuova versione dei biancorossi: giocano bene in attacco, difendono con ferocia, prendono vantaggi importanti, poi subiscono un calo fisiologico lasciando tornare gli avversari in partita: era successo domenica scorsa a Venezia, si ripetono in casa con Napoli, ma immediatamente reagiscono, non si lasciano travolgere dalla frenesia o dalla paura di perdere, tornano a ragionare, ad evitare forzature e, grazie alla profondità delle rotazioni alla quale può paradossalmente attingere Marco Legovich, mantengono costante il rendimento qualunque sia il quintetto schierato, riuscendo a ribaltare la pericolosa inerzia delle partite. Il paradosso sta proprio nel fatto che questo roster -specie la sua pallida versione nel primo scorcio di stagione- era stato erroneamente e troppo frettolosamente battezzato come cortissimo e privo di qualità nei ruoli fondamentali, ed invece con una crescita prepotente soprattutto nel lavoro di costruzione della consapevolezza e nella fiducia nei popri mezzi, riesce ad attingere a risorse ed energie inattese anche dagli apparenti comprimari: in altre parole, quando Mr Double Double Skylar Spencer è costretto a rifiatare, minuti importanti spesi sul parquet da Giovanni Vildera non ne fanno sentire troppo la mancanza. Lodo Deangeli è ormai un’arma totale, dopo essersi scrollato di dosso il mantello dello specialista difensivo (ma senza togliersi quello del gran difensore) diventa una spina nel fianco delle difese avversarie, anche dal perimetro. Se poi ci si mette anche Bossi ad aggregarsi alla festa assieme a Ruzzier e Davis, allora si può ben dire come Marco Legovich disponga attualmente di un 6+5 che potrebbe diventare un 6+6 costituito da 11 uomini totalmente intercambiabili in combinazioni pressoché infinite ed adatte ad ogni situazione di punteggio e di quintetto avversario: un vero rebus per i coach di turno.

La panchina triestina esulta per la tripla di Davis nel finale (Photo courtesy pagina Facebook ufficiale Pallacanestro Trieste)

Contro Napoli regna l’equilibrio per due quarti, con Trieste a commettere inattesi errori difensivi che portano gli uomini di Pancotto a concludere troppo facilmente da tre con Dellosto, Stewart e Michineau. I vantaggi si alternano, non superano però mai le 4-6 lunghezze. Un canestro di Spencer porta Trieste avanti quando mancano quattro minuti scarsi alla fine del primo tempo, e da quel momento la squadra di casa non si farà più raggiungere. Il vantaggio biancorosso tocca gli otto punti con il canestro a fil di sirena del primo tempo di Stefano Bossi, schierato a sorpresa dopo una vita relegato in panchina. Il terzo quarto è un monologo triestino, con la squadra di Legovich che va a segno un po’ con tutto l’organico, ma con un Frank Bartley pressoché immarcabile ed un Corey Davis tornato la guardia attenta, ordinata e letale della prima parte di campionato. Proprio quando sembra che, con 18 punti da recuperare, Napoli sia sull’orlo del tracollo, Cesare Pancotto interrompe con un time out l’emorragia partenopea, e complice il rilassamento precoce (specie difensivo) della squadra triestina inizia ad erodere il gap punto dopo punto grazie a Young, Howard e Michineau. Nel momento di maggiore difficoltà, con gli ospiti che a cavallo fra i due quarti finali sembrano sul punto di riaprire ogni discorso, è Michele Ruzzier a mettersi in proprio in attacco con cinque punti consecutivi. Jacorey Williams porta Napoli sul 71-65 a 4 minuti e mezzo dalla fine, poi Young approfitta di una persa di Trieste per il 71-67, ma prima Davis con la sua terza tripla, poi Spencer e Deangeli con due stoppate nella stessa azione difensiva, con il lancio per il contropiede chiuso con una schiacciata “and one” di Frank Bartley mettono il punto esclamativo su una vittoria che riaccende il rumoroso entusiasmo di un Allianz Dome tornato “quasi” quello che conoscevamo. Prima Spencer con una schiacciata servita sul vassoio d’argento da Ruzzier, poi Bossi con una tripla mettono il sigillo finale, Napoli alza bandiera bianca, rimane relegata al penultimo posto e, ciò che più conta per Trieste, soccombe anche nel doppio confronto con i giuliani, circostanza che in chiave salvezza potrebbe essere pesantissima.

Per quello che vale in questa fase di campionato, la doppia vittoria di Brindisi e Sassari permettono al terzetto a 16 punti di raggiungere la Reyer, nuovamente sconfitta, con Trieste nona per il gioco (ancora largamente incompleto) della classifica avulsa. Alle spalle di Trieste attualmente ci sono ben 6 squadre, 7 con Sassari, e la zona retrocessione ora è distante quattro punti in una classifica che finalmente comincia ad allungarsi. Marco Legovich in sala stampa predica prudenza, soprattutto in vista dei due prossimi incontri, sulla carta proibitivi, domenica prossima contro Milano e quella successiva in trasferta a Casale contro Tortona. Sarà una Pallacanestro Trieste nuova, con un Emanuel Terry nel motore a scombinare equilibri ed offrire ulteriori frecce all’arco del coach. La pausa di quasi un mese che seguirà la trasferta in Piemonte giungerà al momento giusto per completarne l’inserimento e tirare la volata finale di un campionato che ha in programma una clamorosa densità di scontri diretti all’Allianz Dome: un fortino che d’ora in avanti sarà determinante come tredicesimo uomo, un imprescindibile 6+6+1.

Emanuel Terry in borghese a bordo campo prima della partita