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Allianz: buone indicazioni al termine della prima settimana di pre season

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Settimana di lavoro intensa, quella appena completata dalla Pallacanestro Trieste. Coach Ciani ha progressivamente visto arrivare quasi l’intero roster: nell’ultimo weekend si è infatti aggregato al gruppo anche Andrejs Grazulis, reduce dal triplice impegno con la nazionale lettone. L’unico assente a questo punto è il solo Marcos Delia, ancora in Argentina per riprendersi dalle fatiche olimpiche e dalla nascita del primogenito, ma anche le sue vacanze sono ormai agli sgoccioli: raggiungerà i compagni nei prossimi giorni e sarà probabilmente disponibile già per i primi scrimmage stagionali sabato 21 agosto contro il Podčtrtek e martedì 24 agosto contro il Krapfenberg. A quel punto l’unico indisponibile sarà Luca Campogrande, che sta svolgendo con grande impegno il lavoro di rieducazione alla caviglia dopo l’operazione al tendine d’Achille in modo da tornare in piena efficienza a ridosso dell’inizio del campionato.

Intanto nella giornata di martedì la squadra partirà per il ritiro di Lasko, dove potrà affinare il lavoro tecnico ed iniziare ad oliare i meccanismi difensivi ed offensivi proposti da coach Franco Ciani finora solo abbozzati sul parquet dell’Allianz Dome. Del resto ormai mancano solo tre settimane all’inizio della stagione ufficiale, con l’esordio in Supercoppa a Trento il 4 settembre.

L’impressione data dalla squadra nel primo allenamento aperto alla stampa è quella di un gruppo evidentemente affaticato dal pesante carico di lavoro ma sostanzialmente in salute, con tutti i giocatori apparentemente già in buona forma fisica dopo la off season estiva. Buone notizie da Grazulis, evidentemente il più avanti nel gruppo (nonostante sia l’ultimo aggregato, ma in Nazionale deve aver lavorato bene), tornato per sicurezza tecnica e prepotenza fisica quello che ci eravamo abituati ad ammirare nell’epoca pre infortunio al ginocchio.

Molta curiosità, invece, attorno ai nuovi arrivati. Sempre tenendo presente che le prime impressioni sono limitate ad un singolo allenamento. Sagaba Konate anche dal vivo è veramente impressionante per stazza ed atleticità. Giocatore atipico rispetto a quanto la piazza triestina è abituata a vedere sotto canestro: spettacolare nell’attaccante il ferro (si preannuncia come uno show man per un pubblico digiuno da mesi di giocate ad altissima quota), roccioso in difesa, forse un po’ ingenuo in qualche atteggiamento nell’uno contro uno difensivo, dotato di una buona tecnica di tiro anche quando non cerca di staccare l’anello dal cristallo, molto diligente e disponibile nell’ascoltare i suggerimenti dello staff tecnico. Potenzialmente un grande innesto. Scommessa tutta da verificare, invece, quella su Corey Sanders. Il play è dotato di buona capacità di ball handling e di un primo passo devastante nell’uno contro uno. A prima vista non sembra un gran tiratore (peraltro utilizza una tecnica di tiro curiosa per un piccolo) ed appare ancora un po’ frastornato dalla nuova realtà. Anche lui, come del resto tutti gli altri, disponibile al lavoro ed all’ascolto. La riuscita del suo impiego dipenderà molto dal tipo di ruolo che gli verrà assegnato e dai compiti e dalle responsabilità che si pretenderanno da lui. Se non si pretenderà una superstar da 30 punti e 30 tiri a partita in 35 minuti, potrebbe essere un onesto puntello in regia.

Da Fabio Mian ci si aspetta la capacità, che del resto gli è abituale, di spaccare le partite con il suo devastante tiro da fuori: in questi primi allenamenti ha dimostrato di non aver perso lo smalto. Il lavoro da compiere su Mian è quello di ampliare il suo bagaglio tecnico in modo da renderlo un’arma tattica multiuso e multiruolo, che potrebbe tramutarsi in una delle chiavi del successo dell’intera squadra nella prossima stagione. Curiosità anche attorno ad Alessandro Lever, che deve ancora lavorare molto per riadattarsi al tipo di basket europeo, molto tecnico e molto fisico nel suo ruolo. Sorprende, comunque, vederlo tirare da fuori con grande naturalezza ed efficacia, non comune a giocatori dalle sue caratteristiche. Di Lodovico Deangeli colpisce la maturazione fisica, ora però dovrà applicarsi con grande continuità nel miglioramento tecnico, specie al tiro, che potrebbe renderlo il giocatore giusto da aggregare definitivamente al gruppo anche dopo il rientro di Campogrande.

Discorso a parte per Adrian Banks. Arrivato solo da un paio di giorni, si è messo da subito a disposizione di cosch e compagni, svolgendo con disponibilità e buon umore tutti i pesanti esercizi atletici allo stadio Grezar, anche sulle pedane sabbiose del salto in lungo. Sul parquet dell’Allianz Dome si è alternato con i compagni di reparto negli esercizi “contro zero” e nelle simulazioni cinque contro cinque dedicandosi soprattutto allo stretching a bordo campo, ma è lampante che la sua aura da leader è già ben presente e riconosciuta da tutti. Con un’attitudine sorridente, attenta e propositiva, ben lontana da quella un po’ sopra le righe che eravamo abituati a notare da avversari, Banks si sta velocemente imponendo, senza forzare, come “go to man” naturale, come una rassicurante luce in campo o dalla panchina (esplicativo il suo continuo suggerire i movimenti ai suoi talvolta frastornati connazionali). Atteggiamento sornione, sa perfettamente come aggraziarsi l’ambiente, esattamente come è capace di inimicarsi apposta le piazze avversarie. Gran colpo davvero, l’ex MVP, possiamo già spingerci ad una previsione: assieme allo spettacolare Konate potrà diventare l’elemento catalizzatore dell’Allianz Dome versione 2021/2022. Sperando che il Red Wall possa tornare ad essere il terzo elemento dello show.

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