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Da Budapest con trasporto

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La cartolina di oggi arriva da Budapest e certamente non sarà l’ultima, perché questa è una delle città più importanti nel calcio mondiale. Assieme a Vienna è la culla della scuola calcistica danubiana, le cui fortune ebbero inizio negli anni ’30 con il Wunderteam austriaco, di cui l’Aranycsapat (squadra d’oro) rilevò il testimone negli anni ’50. I Mighty Magiars furono – tra l’altro – la prima squadra non proveniente dall’arcipelago britannico capace di sconfiggere gli inglesi a Wembley.

Se è chiara l’influenza del calcio ungherese sulla storia di questo sport, la sua identificazione con la capitale è quasi totale. Per restare alle cifre, le squadre di Budapest hanno vinto 101 delle 119 edizioni finora disputate del Nemzeti Bajnokság I (campionato nazionale). Inoltre, nella lunga e variegata storia del calcio magiaro hanno disputato almeno un campionato in prima divisione ben 105 club diversi di cui ben 49 hanno sede nella regina del Danubio.

La squadra di oggi non è una delle cinque grandi (Ferencváros, Honvéd, MTK,
Újpest, Vasas): arrivata per la prima volta al vertice della piramide calcistica magiara nel 1940, ha partecipato a quattro campionati di prima divisione, l’ultimo dei quali nel 1950/51. Da allora è rimasta tra la seconda e terza serie, rinunciando nel 2001 alla promozione meritata sul campo a causa dell’eccessivo impegno finanziario che avrebbe comportato.

I giallo-blu dell’Előre (in ungherese vuol dire “Avanti”) sono l’emanazione sportiva della BKV, l’azienda municipalizzata dei trasporti budapestina. Forte di quasi 13.000 dipendenti, gestisce una rete molto diversificata, con linee di navigazione, ferrovie metropolitane sotterranee e di superficie, tram, funivie e – ovviamente – autobus. Proprio i dipendenti delle ferrovie municipali furono i primi calciatori del club, dagli inizi nel 1915, fino alla seconda metà degli anni ’30.

Come detto, gli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale videro l’Előre spesso nell’aristocrazia del calcio ungherese. Tuttavia, le successive riorganizzazioni dei campionati spinsero ai margini un club aziendale che giocava in uno stadio capace di soli 2.500 spettatori, la cui tribuna risalente al 1920 con copertura in legno è tuttora meta degli appassionati di groundhopping, la particolare forma di turismo che porta gli appassionati a collezionare visite negli stadi.

Il gagliardetto nella nostra cartolina proviene da un’amichevole internazionale nel 1967. Pochi mesi dopo le varie aziende di trasporto pubblico cittadine vennero integrate nella BKV, fondata il primo gennaio del 1968 per migliorare la qualità dei servizi resi e ridurre i costi operativi.

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