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La preparazione dei portieri nel settore giovanile: come affrontare la stagione e allestire le sedute di allenamento (10a puntata)

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Siccome la nuova stagione sportiva 2021/22 è alle porte ho deciso di chiudere la nostra rassegna sulla preparazione dei portieri nel settore giovanile con alcuni consigli su come impostare ad inizio stagione il gruppo portieri e, nel corso dell’annata, le varie sedute di allenamento.

Come impostare il gruppo portieri

Prima di impostare la stagione il preparatore dovrà però innanzitutto definire il suo gruppo di lavoro: l’ideale è quello di avere un gruppo di quattro portieri, due per squadra o categoria (Pulcini/Esordienti e Giovanissimi/Allievi). Il consiglio è quello di tenere il gruppo “aperto” per le categorie di base, dove può capitare che un ragazzo si stufi di usare i guantoni mentre altri bramiscano di stare tra i pali,  mentre da Giovanissimi in su le gerarchie devono essere già più definite.

Se nelle categorie di base si può benissimo far giocare un tempo e mezzo a testa ai propri portieri (sia per Pulcini che per Esordienti i tempi sono infatti tre), anche perché il regolamento della FIGC impone ai tutti i giocatori di una squadra di giocare almeno un tempo, per Giovanissimi ed Allievi, categorie dove si giocano partite vere con tanto di classifica, promozioni e retrocessioni, il discorso cambia. Se due portieri sono sullo stesso livello di bravura il consiglio è quello di far giocare a loro una partita a testa, su questa scelta può anche influire una motivazione di natura strettamente caratteriale: un portiere dal carattere timido ed introverso ad esempio tenderà ad esprimersi al meglio nelle partite casalinghe, in un ambiente a lui più protettivo, mentre un portiere dalla personalità più esuberante sarà propenso ad affrontare i match in trasferta con la mente più libera.

È altamente sconsigliabile far disputare ai portieri un tempo a testa perché in questo modo tende ad essere sempre scombussolato non solo l’equilibrio di una squadra (il portiere e la difesa in una squadra sono come le fondamenta di una casa) ma anche quello dello stesso estremo difensore. Provate ad immaginare che un portiere debba entrare sul punteggio di parità e che un suo errore possa causare la sconfitta di una squadra. A meno che il punteggio non sia nettamente a favore o a sfavore di una squadra è sempre rischioso sostituire un portiere per scelta tecnica all’interno della gara (70 minuti per i Giovanissimi, 80 per gli Allievi).

Come impostare la seduta di allenamento

Veniamo ora alla seduta dell’allenamento. Innanzitutto partiamo dalle tempistiche: per Esordienti/Pulcini la sua durata dovrà essere di circa quarantacinque minuti mentre per Giovanissimi ed Allievi si può benissimo allungare la seduta all’ora. Per tutte le categorie si possono programmare due allenamenti alla settimana con il terzo allenamento che vedrà i portieri allenarsi in gruppo assieme alla squadra, magari per provare situazioni di tattica collettiva, tiri in porta, o la classica partitella. L’intera sessione di allenamento dei portieri dovrà essere suddivisa in tre parti:

  • Riscaldamento/attivazione: in questa fase iniziale si devono attivare gli arti superiori ed inferiori con esercizi volti a stimolare le capacità coordinative (nastro ed ostacoli per i balzi, scaletta e coni per gli arti inferiori), la tecnica di parata (prese basse, a mezza altezza, alte) ed  il gioco con i piedi (alcuni esempi? La tipica partitella due contro due, il torello, il calcio-tennis oppure il classico stop e passaggio), fattore sempre più fondamentale nel gioco moderno. Nelle categorie Giovanissimi ed Allievi si potrà iniziare a curare la forza (utilizzo della palla medica, balzi sulla panca o sui gradoni) con esercizi dovranno essere svolti con un’intensità importante magari privilegiando esercitazioni integrate volte a curare più aspetti (coordinativi, tecnici o tattici) in un esercizio solo.
  • Parte centrale/focus: in questa fase il preparatore dovrà concentrarsi a sviluppare degli esercizi che abbiano una finalità ed un obiettivo comune (per esempio le uscite alte, la posizione e le geometrie tra i pali, la tecnica di tuffo, come affrontare l’uno contro uno). È la fase più importante e delicata della seduta dove il preparatore dovrà essere il più analitico possibile cercando di analizzare e correggere meticolosamente i gesti tecnici effettuati dei suoi portieri: questa è la fase dell’allenamento dove il portiere tende ad apprendere di più. Analisi e ripetizione del gesto sono infatti fattori fondamentali per la crescita dei portieri. Nelle categorie Giovanissimi e Allievi oltre che la cura del dettaglio dovrà essere stimolata l’intensità e la rapidità d’esecuzione.
  • Parte finale: per chiudere la seduta di allenamento nelle categorie Pulcini/Esordienti si possono proporre alcune esercitazioni a carattere ludico per stimolare i riflessi e stemperare la tensione dell’allenamento e non annoiare troppo i ragazzini (come ad esempio il battimuro, i tiri in porta con i deviatori di traiettoria o il tappeto bagnato). Con i Giovanissimi e gli Allievi invece si possono effettuare esercitazioni più “leggere” ma che possono simulare situazioni che si verificano in gara come i calci di punizione, i tiri da fuori area, le uscite su cross o su uno contro uno.

Come approcciare la seduta di allenamento

Infine un due consigli su come il tecnico dovrà approcciare la seduta di allenamento. Il preparatore dovrà riprendere continuamente il proprio portiere, correggendo in modo autorevole i suoi gesti, non solo a parole ma mostrando loro come si effettua correttamente il gesto: verba volant! Studi effettuati negli Anni Sessanta nel campo della linguistica indicano il fatto che la sola comunicazione verbale non è sufficiente. L’apprendimento, secondo il famoso linguista Albert Mehrabian, è costituito solo per il 7% dall’elemento verbale e per il da 90% dalla combinazione di elementi para verbali e non verbali: tutto ciò che non è verbale quindi aiuta la percezione del messaggio, completa ciò che si dice a voce. Quindi il preparatore dei portieri dovrà sempre mostrare il gesto accompagnandolo poi ad una descrizione orale.

Personalmente ho sempre avuto un approccio libero e intuitivo: cerco di scrivere il meno possibile e di lavorare molto con la fantasia e l’intuizione nell’elaborare gli esercizi, metto per iscritto solo esercitazioni di allenamento che sono particolarmente difficoltose da memorizzare e che prevedono esercizi elaborati. Il bravo allenatore deve sempre trovare esercitazioni nuove e magari anche accattivanti e fantasiose altrimenti i propri portieri, ripetendo sempre gli stessi esercizi di routine, tendono ad annoiarsi e ad essere poco ricettivi. Bisogna infatti sempre aggiornarsi e guardare avanti in quanto il calcio è una disciplina che, pur rimanendo la stessa, è in continua evoluzione.

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