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La storia infinita…

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Alla quarta giornata, ma in effetti alla terza discesa in campo, arriva la trasferta di Padova: come nelle ultime stagioni, gli alabardati devono affrontarla da inseguitori, contro una antica rivale che, al pari dell’Unione, cerca di abbandonare la Lega Pro e trasferirsi al piano superiore dove la situazione, soprattutto economica, dovrebbe essere migliore. Ennesimo scontro tra queste due volontà che, per il momento, non ha premiato nessuna delle due, costringendole a ripartire in un campionato che, come sempre, è difficile, lungo, imprevedibile già di suo, se non s’inseriscono – come nella scorsa stagione – altri elementi capaci di scombussolare le cose.

Guido Gomez

Passato è passato, inutile rimuginare su quello che è stato o non è stato perché la Lega Pro non ti permette disattenzioni e vuole, possibilmente, una mente libera da scorie per affrontarla nella miglior maniera. Cosa che, sotto sotto, Triestina e Padova vorrebbero fare se non spuntassero i soliti “fantasmi” a condizionare.

A Padova, per esempio, non dimenticano la “mano de Gomez” – tanto per fare un paragone mondiale – cui imputano la perdita della promozione: possiamo discuterne da qui all’eternità, ma nulla cambierebbe, anche perché, malgrado i pianti di Mandorlini, non è proprio che il campionato fu perso al “Rocco” bensì in altre partite, non esclusa la finale dei playoff con l’Alessandria sbagliando un calcio di rigore, ma soprattutto non avendo la forza di mettere sotto i grigi.

In casa nostra, invece, ci sono ancor più scorie a partire dall’aver perso il play-off con il Pisa, “vituperio di tutte le genti” come affermava padre Dante ma non per aver scansato due rigori non visti da un’arbitro, Sozza, che ora dirige in Serie A e che, dopo aver dato un penalty che Granoche trasformò, giudicò troppo darne altri, peraltro ben più evidenti, che avrebbero portato la squadra, allora di Pavanel, al piano di sopra.

Francesco Rapisarda

Ci fosse stata la VAR (ma voi, preferite al maschile o al femminile?) probabilmente parleremmo di altre cose. Invece, dobbiamo pensare alla partita di domenica pomeriggio all’Euganeo che, sulla carta, propone sette punti di distacco tra le due squadre e, anche se gli alabardati devono recuperare una partita, è già un divario importante, determinato dalle incertezze della squadra di Bucchi nelle prime partite e dallo stile “cavalcata” che Pavanel è riuscito a instillare nei suoi che viaggiano a punteggio pieno, con relativo buon bottino di gol. Forse Renate (3-0), Pergolettese (2-1) e Legnago (4-0) non sono delle top di categoria ma, se vogliamo dire, nemmeno Seregno e Piacenza vestono i panni dei supereroi.

A disposizione di Massimo Pavanel una rosa “pesante” con arrivi importanti a integrare una formazione già più che consistente con i vari Della Latta (già tre gol), Ronaldo, Chiricò, Bifulco, Biasci, cui ha aggiunto Monaco, Ceravolo, Settembrini, Donnarumma e l’italo-neozelandese Kirwan. Inutile nemmeno parlare di obiettivi perché, da quelle parti, la voglia della Serie B è primaria.

Cristian Bucchi

Torniamo dalle nostre parti: certamente non è l’entusiasmo a farla da padrone in casa alabardata perché l’inizio è stato complicato e, tra le due partite finora disputate, c’è stata un’interruzione abbastanza lunga che ha portato la società a rivoluzionare letteralmente la rosa a disposizione di Bucchi, il che pretende di ricominciare praticamente la preparazione tattica per adeguarla ai nuovi venuti. Alcuni già visti in campo nella seconda parte della partita con il Piacenza e, a vista, capaci di modificare la mentalità della squadra, apparsa per una buona mezzora più determinata e decisa.

Problema da sottolineare, quello degli infortuni: gravi come quello di Calvano e Petrella, un po’ meno per Coppola, destinato a recitare una parte marginale in formazione, o contingenti come quello di Capela, infortunatosi contro il Piacenza, di Sarno e Maracchi cui si aggiunge il tempo per il pieno recupero di Litteri e di Procaccio, usciti dai loro problemi, ma non ancora a buon livello. Ciliegina sulla torta, le due squalifiche di De Luca (rigettato il ricorso per diminuire la pena di 3 giornate) e di Natalucci che prometteva molto in precampionato, ma ancora non utilizzabile.

I nuovi li abbiamo già visti impiegati in campo, eccetto Crimi, forse il centrocampista che potrebbe rivitalizzare un reparto che ancora non riesce a far breccia nelle partite, ma ancora in recupero forma. Ecco, quando potrà scendere in campo, forse permetterà a Bucchi di far un pensiero sul modulo da adottare che, per ora, resta quello di inizio campionato: quindi a Padova azzardiamo davanti ad Offredi la linea con Rapisarda “goleador”, Volta e probabilmente Negro (Ligi e Capela non sono utilizzabili) e a completare la linea Lopez. A centrocampo Giorico e Angiulli, dietro alla punta Gomez Di Massimo con Procaccio e Galazzi, molto convincente nel suo esordio. Pronti a subentrare i mari Giorno, Iotti, Paulinho, Trotta e Litteri e non vanno dimenticati Giannò e Natalucci.

Calcio dìinizio alle 14.30, arbitrerà Carella di Bari.  

IL PROGRAMMA (19/9; 14.30)

Pro Sesto-Fiorenzuola (18/9; 17.30)
Padova-Triestina
Piacenza-Pro Patria
Sudtirol-Pergolettese
Trento-Giana Erminio
Albinoleffe-Matova (17.30)
Juventus U23-Pro Vercelli (17.30)
Lecco-Feralpisalò (17.30)
Seregno-Renate (17.30)
Virtus Verona-Legnago (20.30)

LA CLASSIFICA

Padova e Pro vercelli punti 9;
Albinoleffe e Sudtirol 7;
Lecco 6;
Fiorenzuola, Renate, Trento, Giana Erminio e Feralpisalò 4;
Pro Patria, Juventus U23 (gioc.2), Mantova e Pergolettese 3;
Triestina (gic. 2) e Piacenza (gioc.2) 2;

Legnago e Seregno 1;
Pro Sesto e Virtus Verona (gioc.2) 0.

RECUPERI (22/9)

Juventus U23-Triestina (16.30)
Virtus Vecomp-Piacenza (20.30)

PROSSIMO TURNO (26/9; 17.30)

Feralpisalò-Juventus U23 (14.30)
Triestina-Lecco (14.30)
Fiorenzuola-Seregno
Giana Erminio-Albinoleffe
Legnago-Sudtirol
Matova-Piacenza
Pergolettese-Virtus Vecomp
Pro Patria-Padova
Pro Vercelli-Trento
Renate-Pro Sesto




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