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L’Italbasket supera la Nigeria ed è ai quarti a Tokyo!

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Dovevano vincere, gli azzurri di Meo Sacchetti, per essere sicuri di superare la fase a gironi ed accedere ai quarti di finale del torneo olimpico giapponese senza attendere il risultato di Germania-Australia. E questi fantastici ragazzi non hanno lasciato nulla di intentato gettando il cuore sul parquet, alternando sprazzi di difesa spettacolare a periodi di sofferenza, piazzando break tagliagambe subendone altrettanti, ma chiudendo definitivamente la porta in faccia alla temibile squadra africana nel quarto decisivo, con l’inerzia tutta in mano agli avversari, concedendo solo 7 punti negli ultimi dieci minuti e mettendo, finalmente, una pezza alla falla difensiva da oltre l’arco dei tre punti.

E’ una Nazionale a trazione posteriore, con evidenti difficoltà sotto canestro contro avversari fisicamente strutturati e dinamici: Melli, Polonara e Gallinari fanno quello che possono ma spalle a canestro sono fuori ruolo, Tessitori viene impiegato pochissimo e la sua azione è spesso lenta e macchinosa. Contro la Nigeria si inceppa il tiro da tre anche per gli specialisti fin qui letali (Fontecchio e Mannion), e questa è potenzialmente una cattivissima notizia. Ma, ancora una volta, è la capacità di distribuire equamente responsabilità nell’arco dei quaranta minuti a risultare l’arma letale. Nel primo quarto Tonut (alla fine doppia cifra per Stefano) semina il panico attaccando il ferro con continuità, esibendo ancora una volta un primo passo in grado di lasciare sul posto anche i difensori fisicamente più strutturati. La versione difensiva di Pajola va registrata e trasmessa in loop nelle scuole di pallacanestro, la personalità del ventenne Nico Mannion, cresciuto sì all’ombra di Steph Curry ma pur sempre un rookie, è quella di un veterano avvezzo a responsabilità e pressione.

Nick Melli esulta

E’ così che dopo un primo quarto che avrebbe lasciato presagire una vittoria molto più semplice, il meccanismo offensivo azzurro si inceppa proprio in concomitanza con uno show balistico da tre dei nigeriani: Metu, Nwora e Okafor vedono una vasca da bagno al posto del canestro e si esibiscono con una tecnica sorprendentemente raffinata, permettendo alla loro nazionale di ricucire velocemente il gap di 12 punti comodamente accumulato dagli azzurri. E’ Stefano Tonut a fermare l’emorragia, ma la partita è ormai incanalata su binari di teso equilibrio.

Nel terzo quarto la Nigeria spinge al massimo dopo il 7-0 iniziale dell’Italia, che inizia a pasticciare in attacco e subisce un Metu infallibile da tre. Gli africani accumulano 6 punti di vantaggio a cavallo fra terza e ultima frazione, e la partita rischia più volte di scivolare dalle mani azzurre che non ne vogliono sapere di ritrovare la vena realizzativa specie da lontano. Ma proprio nel momento di massima difficoltà l’Italia non ne vuole sapere di arrendersi: è la caratteristica che ha reso vincente un gruppo “operaio”, ed anche nella partita decisiva la garra non manca. Metu realizza l’unico canestro su azione dei suoi in sette minuti, sull’altro versante Melli da sotto, Ricci e Polonara da tre ribaltano nuovamente le sorti dell’incontro e permettono di accumulare un margine non certo di sicurezza ma sufficiente per essere controllato fino alla fine, specie perché la luce offensiva nigeriana si spegne definitivamente. Nico Mannion suggella il risultato con una tripla, l’Italia torna ai quarti di un torneo a cinque cerchi per la prima volta dopo Atene 2004 (allora gli azzurri sconfissero Portorico 83-70 volando in semifinale contro la Lituania. Il resto è leggenda).

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