tsportinthecity

M:i-2

Tempo di lettura: 6 minuti

Mission Impossible per l’Allianz alla quarta giornata di campionato. Quello di uscire dal Paladozza con i due punti dopo la sfida ai Campioni d’Italia sembra, però, uno di quei compiti che farebbero tremare i polsi persino a Ethan Hunt. La Virtus viene da una sequenza ininterrotta di vittorie fra preseason, Supercoppa di Lega e Serie A. La conquista dello scudetto nello scorso giugno (arrivata dopo la cocente e costosissima sconfitta in semifinale di EuroCup che ha negato ai bolognesi l’ingresso in Eurolega) è solo il punto di partenza di un upgrade che pare, perlomeno in Italia, inarrestabile, tanto che ad oggi la squadra bianconera viene giudicata “ingiocabile” da gran parte degli osservatori del basket del Belpaese.

Mission: impossible 1

La Virtus campione d’Europa 2001

E dire che la Missione Impossibile è già riuscita a Trieste, nella stagione più improbabile contro una versione della squadra felsinea che verrà per sempre ricordata dai tifosi del basket come l’Inter del triplete viene ricordata da quelli del calcio. 4 marzo 2001, sembrava tutto apparecchiato per festeggiare adeguatamente il compleanno di Lucio Dalla, grande tifoso virtussino, ovviamente presente alla Unipol Arena. Era la Kinder di Ettore Messina con Abbio e Bonora, Andersen e Griffith, ma soprattutto quella di due future stelle NBA (una, in particolare, di quel genere che segna la storia delle squadre, anche nazionali, nelle quali milita): Marko Jaric e Manu Ginobili. Rigadeau, Smodis e Sconochini, che facevano parte del roster, non giocarono quella partita. Di fronte, la Telit guidata da Cesare Pancotto. Lo zar Bazarevich aveva sostituito l’infortunato Scoonie Penn, Dante Calabria e Milan Gurovic erano le stelle della squadra, sotto canestro a lottare c’erano Casey Shaw e Samuele Podestà. La Telit finì sotto di sei il primo quarto, ma quando tutto lasciava presagire la solita passeggiata felsinea, alle alchimie difensive di Pancotto riuscì di tenere i sonnacchiosi avversari sotto i 20 punti nei tre quarti successivi, e di portare a casa una insperata quanto incredibile vittoria 76-67. Calabria e Gurovic furono i migliori marcatori triestini con 23 e 22 punti rimanendo praticamente sempre in campo. Alla fine del campionato la Telit si salvò abbastanza agevolmente, mentre le V nere conquistarono, in una memorabile primavera, prima la Coppa Italia, poi lo scudetto con uno sweep 3-0 sugli odiati fratellastri della Fortitudo ed infine la loro seconda Eurolega.

Le V nere degli anni ’20: macchina formidabile

In quella stagione, a Roseto, si concluse anche la carriera ad alti livelli di un americano che qualche anno prima aveva fatto la fortuna di Cantù, e che successivamente aveva un po’ girovagato per l’Italia. Pace Mannion, appena dieci giorni dopo quell’incredibile vittoria triestina, festeggiò a Siena la nascita del suo primogenito Niccolò. E proprio contro Trieste la giovane guardia italo-americana, dopo un anno vissuto all’ombra di Steph Curry a San Francisco ed aver trascinato la nazionale azzurra nella cavalcata olimpica estiva, farà il suo esordio nel campionato italiano. Mannion è appena uscito dai postumi di un misterioso virus intestinale che dopo Tokyo gli aveva fatto perdere ben 15 chili, è stato rimesso in piedi da un team medico dell’Ospedale Sant’Orsola e viene descritto in buone condizioni fisiche, smanioso di rimettersi al servizio di coach e compagni e di scrivere il futuro del basket bolognese ed azzurro. Probabilmente coach Scariolo gli concederà non più di qualche minuto sul parquet, tanto per saggiarne la tenuta (ed anche perché assieme a Teodosic e Pajola è l’uomo immagine della campagna abbonamenti), ma naturalmente non è solo contando su un Mannion non al top e sulle annunciate assenze di Milos Teodosic e Mohammadou Jaiteh che Trieste possa sperare di uscire indenne dal Paladozza. Il pacchetto dei piccoli a disposizione di coach Sergio Scariolo, allenatore campione del mondo in carica con la sua Spagna, conta su un’altra stella di prima grandezza, che con il rosso compagno di reparto garantisce probabilmente il futuro della regia in Nazionale: Alessandro Pajola è attualmente in uno stato di grazia, a 22 anni è probabilmente il miglior difensore della lega, dotato di faccia tosta, forza fisica, scaltrezza e tecnica che potrebbero portarlo presto ad esibirsi su palcoscenici di livello mondiale. Scariolo contro Trieste potrebbe utilizzare un po’ più a lungo di quanto fatto finora un altro playmaker che a Trieste conoscono piuttosto bene: Michele Ruzzier, giocatore da quintetto in almeno tre quarti delle squadre di Serie A, attualmente è il quarto playmaker della Virtus. Contro Trieste esordirà anche un’altra guardia che avrà certamente voglia di impressionare coach e pubblico: Isaia Cordinier arriva dal campionato francese, viene accreditato di un prodigioso primo passo in uno contro uno e di una fisicità devastante sotto canestro e nell’attacco al ferro. A proposito di NBA (e di Ginobili, di cui è stato compagno di squadra a S.Antonio) ad elevare ulteriormente la pericolosità da fuori di Bologna ci pensa il figliol prodigo Marco Belinelli, il cui curriculum basterebbe da solo a far venire mal di testa a Ciani ed il suo team. Anche se la sfortuna pare si sia accanita sulla Virtus negli ultimi mesi, con i gravi infortuni di Udoh e Abbas ed il non meglio specificato malanno di Jaiteh (centro di 211 cm che sarebbe stato un rebus di difficile soluzione nel pitturato), il club non si è di certo pianto addosso ed ha nuovamente e generosamente aperto i lacci della borsa degli abbondanti denari: contro la Reyer, la settimana scorsa, ha esordito un ottimo Jakarr Sampson, 4-5 di 206 cm autore di una prestazione da 17 punti in 17 minuti. Altra novità di quest’anno è l’ala di 206 cm Kevin Hervey, finora praticamente perfetto in campo, dove non sbaglia praticamente mai al tiro e non perde nemmeno un pallone. Aggiungiamo il fondamentale Kyle Weems, altro giocatore dotato di una fenomenale verticalità, e la missione del quartetto di lunghi biancorossi si svela in tutta la sua difficoltà. Senza contare che, di rincalzo, è sempre pronto ad occupare spazio nel pitturato il centro titolare della Nazionale azzurra, Amedeo Tessitori. E’ una stagione importante anche per l’esplosione di Amar Alibegovic: il 25enne figlio di Teo è un guastatore all around dotato di fisico e tecnica, pericoloso lontano da canestro così come nel pitturato, “cattivo” al punto giusto e con grande senso della posizione a rimbalzo. Se in giornata potrebbe rivelarsi una vera spina nel fianco nel caso in cui l’approccio al match dell’Allianz sia appena un po’ molle.

Mission: impossible 2

Cosa dovrà fare coach Ciani/Ethan Hunt per evitare di uscire triturato dai 40 minuti in Piazzale Azzarita? Sperare che con un coach in panchina come Sergio Scariolo la Virtus possa sottovalutare l’impegno è pura utopia. Bologna lamenta qualche assenza, ci sarà certamente un turnover, troveranno spazio giocatori che finora hanno giocato poco, ma come visto non ne verrà inficiata la qualità né la profondità, e sicuramente non le motivazioni di chi scenderà in campo determinato a dimostrare di meritarselo. Di fronte ci saranno le due migliori difese del campionato. E’ proprio con la concentrazione, la garra, la meticolosa attenzione ai particolari, l’intensità difensiva che Trieste potrebbe iniziare a sperare nel miracolo. Magari sporcando ogni linea di passaggio, tenendo le mani sempre addosso ai portatori di palla (arbitri permettendo) facendo innervosire i tiratori, un granello di sabbia potrebbe entrare nel formidabile ingranaggio felsineo. Non bisognerà credere di poter reggere ed accettare il ritmo di Bologna, bisognerà invece tentare di non farli correre, di addomesticare il ritmo adattandolo a quello più compassato dei portatori di palla biancorossi. Ma nel basket vince chi segna un punto più dell’avversario, e quindi il terzultimo posto nelle percentuali da tre dovrà essere abbandonato in fretta, magari coinvolgendo nelle conclusioni da fuori anche il finora riottoso Corey Sanders. Ci sarà più di tutto bisogno, ca va sans dire, dell’imprevedibilità, della pericolosità e delle doti da leader totale di un Adrian Banks tornato ad impressionare contro Brescia, che verrà sicuramente beccato dal pubblico per i suoi trascorsi in Fortitudo e che (come il suo passato insegna) proprio da questo potrebbe trovare motivazioni supplementari.

E comunque, anche in caso di probabile sconfitta, è essenziale evitare imbarcate: Trieste ha tutte le potenzialità per giocarsi la sua partita, a Bologna si può anche perdere di 20 pur senza demeritare, è però essenziale affrontare un impegno di questo tipo tentando di evitare di partire sconfitti in partenza (come troppe volte successo nella passata stagione), con un linguaggio del corpo che trasmetta motivazione, faccia tosta, coraggio e dignità. Vada come vada, l’Allianz dovrà poi affrontare due partite casalinghe fondamentali per il suo futuro contro Tortona e Napoli: arrivarci magari ancora con quattro punti in classifica, ma con il morale alto per aver dato del filo da torcere ai Campioni d’Italia sarebbe un toccasana imprescindibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *