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Un mondo che non c’è più

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La nostra cartolina arriva per la prima volta da un altro continente, ma è come se ci arrivasse da un altro mondo. E’ il primo novembre del 1949 e il Gallia Sports di Algeri, squadra fondata nel 1908 dai colonizzatori francesi affronta in una prestigiosa amichevole internazionale la rappresentativa della Saar. I nomi dell’undici ospite sono una mescolanza quasi perfetta di suoni francesi e tedeschi, fenomeno alquanto comune nei territori di confine e certamente familiare per chi ci vive. Dopo la prima guerra mondiale la Saar era divenuta protettorato anglo-francese, nel 1935 un referendum l’aveva riportata alla Germania, ma nel 1945 dopo la disfatta nazista era ritornata ad essere un protettorato francese. Nel 1949, quindi, la squadra che scende ad Algeri e riceve il gagliardetto nella nostra cartolina è una specie di “nazionale” e sul campo si fa valere. La vittoria matura nel primo tempo, che si chiude sul 4-1, mentre nella ripresa un gol per parte fissa il risultato finale su un largo 5-2. L’Echo d’Alger esce il giorno dopo con un articolo in cui – pur riconoscendo la netta superiorità degli ospiti – si rammarica della scarsa qualità dell’arbitraggio.
Pochi anni dopo, i fragili equilibri post-bellici si sarebbero spezzati: nel 1956 il Trattato di Lussemburgo avrebbe sancito il ritorno della Saar alla Germania dal gennaio del 1957, e nel 1962, anche l’Algeria avrebbe ottenuto l’indipendenza dalla Francia, alla fine di una guerra sanguinosa e dopo oltre 130 anni di spregiudicato sfruttamento economico. Nello stesso anno, con l’abbandono di Algeri da parte dei coloni francesi, sarebbe finita anche l’epopea dei “galletti”, una delle squadre nordafricane di maggior successo durante il periodo coloniale, capaci di aggiudicarsi 4 campionati dell’Africa del Nord, una competizione tra le squadre di tutte le colonie francesi, e ben 17 titoli della Lega di Algeri, l’ultimo dei quali nel 1961, l’anno in cui la Triestina scese per la prima volta in terza serie.

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