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Per l’Allianz è sufficiente un tempo per piegare Varese

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L’importante era conquistare due punti che in troppi davano già per acquisiti alla vigilia, specie dopo che Varese aveva comunicato che avrebbe potuto contare, per il primo dei quattro recuperi che l’aspettano, su soli sette senior, e la vittoria alla fine è inevitabilmente arrivata. Ciò nonostante, un’Allianz pur ancora leggermente impallata fisicamente e mentalmente avrebbe potuto comunque liquidare la questione con ampio anticipo. Varese, però, non ci sta a vestire i panni della vittima sacrificale: con l’atteggiamento ben consapevole di chi non ha nulla da perdere butta il cuore sul parquet, difende con una rivedibile zona “sparagnina” di energie capace di arginare i biancorossi triestini solo per pochissimi minuti iniziali, ed approfitta delle amnesie difensive triestine con iniziative in uno contro uno da parte dei suoi uomini migliori (Ruzzier, un indemoniato e motivatissimo Strautins, De Vico e un cattedratico Scola) e, almeno finchè si regge in piedi, tiene viva la partita ricucendo sistematicamente tutti i break con cui Trieste, grazie ad uno show balistico da oltre i 6.75, tentava di mettere al sicuro il risultato per poi controllare agevolmente gli avversari nel secondo tempo senza spendere troppe energie. I primi venti minuti sono simili, fatte ovviamente le debite proporzioni, ad un match di inizio stagione in NBA: ricorso costante al tiro da tre, giochi offensivi appena abbozzati, rientri pigri nei contropiede, difese simili a caselli autostradali (nella corsia del Telepass). In ultima analisi, un primo tempo non certo memorabile per gli amanti del bel basket. 

Dopo il +7 (con  54 punti segnati) di fine secondo quarto, però, Trieste si rilassa troppo nello spogliatoio ed al rientro pasticcia a ripetizione in attacco, concedendo a Varese di rientrare a -3. Prima un Da Ros fortemente responsabilizzato si prende l’iniziativa con 5 punti consecutivi, poi nuovamente Doyle da fuori, ed infine Upson (che prende il posto di Delia, convincendo, per tutto il secondo tempo) con un “and one” con fallo intenzionale ridanno fiato a Trieste, che chiude la terza frazione sul + 7 dopo aver segnato solo 17 punti in 10 minuti: in teoria c’è ancora pathos, i giochi non sono ancora affatto fatti, visto l’atteggiamento sbarazzino di Varese, ed in particolare di uno Strautins determinato a mostrare il suo valore ad un tecnico che non l’ha apprezzato fino in fondo, ed uno Scola che, almeno finché riesce a respirare, porta a scuola di basket i diretti avversari, capaci di fermarlo solo ricorrendo al fallo. Ma, improvvisamente, i lombardi vanno in crisi di energie, come peraltro l’Allianz ha potuto constatare sulla propria pelle nei finali di partita a Desio e Pesaro. Alviti e Doyle leggono il momento e mettono in scena una sorta di tiro a segno, il divario si allarga a 17 punti nel giro di non più di tre minuti e la squadra di Bulleri inizia già a pensare a risparmiare energie per lo spareggio salvezza di domenica prossima a Cantù, trasformando gli ultimi 4 minuti in un lungo garbage time. Il 108-83 finale è dunque figlio di 7-8 minuti di monologo triestino, e tutto sommato punisce i menomati ospiti molto al di là dei loro demeriti. 

In questo stranissimo campionato, però, è essenziale prendere quello che viene senza farsi troppi scrupoli o rimuginare sulle modalità o le circostanze con cui arrivano i risultati: i problemi attuali della OpenJob Metis sono stati quelli di Trieste ad inizio dicembre e fino a Natale, così come ci sono passate in precedenza la Reyer, Reggio Emilia o Cantù. Il Covid, pur influenzando chiaramente molti risultati, agisce un po’ come una livella, penalizzando o avvantaggiando in modo trasversale più o meno tutti. In ultima analisi, un +25 buono anche in vista del ritorno, che vale, volente o nolente, due preziosissimi punti che portano l’Allianz a quota 16, al sesto posto in coabitazione con Pesaro e dietro solo alle grandi del campionato. 

Ora arriva la trasferta a Milano, proibitiva sulla carta, ma con l’atteggiamento giusto (di certo non quello mostrato contro Varese, specie in fase difensiva), magari recuperando ancora un po’ di forma fisica con i due doppi allenamenti nei prossimi giorni, la Milano ultima versione, quella che ha faticato le pene dell’inferno per superare Cremona e Treviso, è attesa ad un doppio impegno in Eurolega in settimana e lamenta ancora un paio di assenze importanti, può anche essere presa di sorpresa in un impegno di campionato in cui le motivazioni potrebbero latitare. Di certo ci sarà essenziale bisogno dell’apporto di tutti, anche di chi (Grazulis e soprattutto Henry) nell’ultima partita hanno un po’ “toppato” l’appuntamento. 

PALLACANESTRO TRIESTE – PALLACANESTRO VARESE   108 – 83

Allianz Pallacanestro Trieste: Arnaldo, Alviti 23, Coronica, Upson 13, Cavaliero 2, Grazulis, Delìa 5, Fernandez 15, Da Ros 14, Henry 6, Laquintana 2, Doyle 28. All. Dalmasson 
Openjobmetis Varese: Virginio 2, De Nicolao 8, Librizzi, Strautins 19, Van Velsen, Ferrero 3, Ruzzier 17, Morse 5, Scola 17, De Vico 12. All. Bulleri 

Parziali: 28-20; 54-47; 71-64