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Un saluto argentino

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di Andrea Furlanetto

La nostra prima cartolina dal Sud America ci racconta una storia decisamente strana: quella di un gagliardetto consegnato da parte di una squadra che… non scese in campo. Siamo nella capitale argentina, Buenos Aires, e precisamente nei pressi del confine occidentale della municipalità, nel quartiere di Liniers. Qui sorge lo stadio José Amalfitani, la casa del Velez Sarsfield, uno dei club storici della città, fondato nel 1910 da immigrati italiani e capace di aggiudicarsi 10 titoli nazionali e 5 trofei internazionali. 
Il José Amalfitani, inaugurato nel 1951 ha ereditato dal precedente stadio del Velez Sarsfield l’eloquente soprannome “El fortín”: infatti, sconfiggere la squadra locale non è affatto semplice, e anche le nazionali argentine di calcio e di rugby hanno spesso disputato incontri in questo impianto, forse per sfruttare la cabala, o più banalmente perché si trova nei pressi di efficienti snodi autostradali. Al primo degli incontri della nazionale calcistica risale questo gagliardetto, donato il 22 aprile 1974 in due esemplari alle illustri ospiti, le nazionali di Argentina e Romania, per celebrare adeguatamente una giornata così speciale. Per gli appassionati delle statistiche, si trattò anche del primo confronto tra i due Paesi a livello di nazionali maggiori. Il primo tempo fu caratterizzato dal vantaggio romeno, grazie alla rete di Kun al 35’. Nella ripresa l’Argentina riuscì a pareggiare al 57’ con il nuovo entrato René Houseman, e poi si aggiudicò l’incontro con una rete del leggendario Mario Kempes al 76’. Due mesi più tardi, quell’Argentina avrebbe eliminato l’Italia dell’indimenticato Uccio Valcareggi dal mondiale tedesco in virtù della sola differenza reti. 

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