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Varese comunica 12 positivi: rimandato il match contro Trieste

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Focolaio in casa OpenJob Metis: Trieste al sesto rinvio in stagione

Rinviato a data da destinarsi il big match fra Trieste e Varese, partita che sarebbe stata di fondamentale importanza per entrambe le formazioni in chiave salvezza. I lombardi si trovano oggi nella stessa situazione in cui si trovarono proprio i triestini circa un mese fa: i test molecolari di routine ai quali la squadra si è sottoposta venerdì mattina prima della partenza per la trasferta ha evidenziato la positività praticamente dell’intero gruppo squadra, pertanto sono stati attivati tutti i protocolli previsti (fra i quali l’isolamento e la sospensione dell’attività), con comunicazione alla Federazione la quale, ovviamente, ha provveduto a sospendere il match previsto nella serata di domenica in via Flavia. Il programma del campionato ne viene, nuovamente, stravolto: di certo l’obiettivo di FIP e LBA di riuscire a terminare il girone d’andata il 10 gennaio come inizialmente previsto con tutte le squadre in parità di partite giocate, obiettivo che aveva conseguente imposto un serrato programma di recuperi in dicembre, non potrà venir rispettato. Curioso il destino dell’Allianz, che nei primi tre mesi di stagione è stata la squadra che, di gran lunga, si è vista rinviare il maggior numero di match, con lo stravolgimento totale della programmazione atletica. 
Se da un lato sarebbe stato opportuno sfruttare l’inerzia derivante dalla bella vittoria su Treviso, che ha ridato ottimismo, morale e consapevolezza ai giocatori biancorossi dopo un periodo terribilmente difficile, dall’altro la domenica di riposo non può che tornare utile per riprendere fiato dopo tre settimane passate in apnea e preparare con più calma l’ennesimo match di recupero contro Reggio Emilia, previsto per l’Epifania dopo che era stato rinviato per ben due volte in precedenza. 
E’ l’ennesima dimostrazione che piangersi addosso cercando alibi per le sconfitte non serve assolutamente a nulla: è palese che il campionato, durante la sua durata, prende e ridistribuisce in egual misura sfortuna, infortuni, torti arbitrali, focolai virali. Alla fine tutto si riequilibra: non si può certo gioire delle disgrazie altrui, ma è anche piuttosto evidente che Varese fra tre-quattro settimane dovrà fare i conti con tante partite da recuperare con una forma atletica ed una chimica di squadra tutta da ritrovare. Aspetti che a Trieste suonano piuttosto familiari.

Credito d’imposta

Intanto, arriva una buona notizia: il Governo ha firmato il decreto attuativo del credito d’imposta, pertanto diventano reali gli incentivi per chi ha investito in sponsorizzazioni allo sport. Il decreto, che riguarda gli investimenti in campagne pubblicitarie effettuati tra il 1 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020, prevede la possibilità di presentare domanda per la concessione del credito di imposta entro il 1° aprile 2021. Ora si punta all’estensione del provvedimento anche per le sponsorizzazioni di tutto il 2021, oltre all’ottenimento delle misure di ristoro con il Decreto Rilancio di gennaio promesse dal ministro Spadafora. 
Il credito d’imposta è l’unica via (sebbene ulteriormente estensibile sia quantitativamente che temporalmente) per attrarre risorse finanziarie in uno fra i settori più colpiti dalla situazione sanitaria con la conseguenze chiusura al pubblico degli eventi sportivi. 

L’unica via per uscire dalla crisi del basket è il professionismo
Il presidente LBA Gandini

Le dichiarazioni del Presidente della LBA Gandini riguardo alla necessaria, se non indispensabile, riforma del movimento, con l’imposizione di regole diverse da oggi per l’iscrizione ai campionati, non legate esclusivamente a criteri finanziari/economici ma anche e soprattutto strutturali, professionali (ancora prima che professionistici), con garanzie su impiantistica e budget hanno animato nei giorni scorsi la discussione fra presidenti ed addetti ai lavori. Evidentemente l’esclusione in corsa della Virtus Roma (che segue di un anno il forfait di Torino e di due quella di Avellino, solo per citare le ultime) impone una riflessione sul ripensamento delle regole, una riforma che come sempre in Italia avrà bisogno di una gestazione con tempi indefiniti ma che senza dubbio dovrà vedere la luce prima possibile per evitare il tracollo definitivo. 

A parole si dicono d’accordo numerosi club importanti, guarda caso quelli già dotati di una struttura organizzativa, di sostegno finanziario, di progetti sportivi e di impianti già all’avanguardia. Anche il presidente della Pallacanestro Trieste Mario Ghiacci sostiene le tesi di Gandini. Questa la dichiarazione che il presidente biancorosso affida all’ufficio stampa del club: 
“Professionalizzare il basket significa, di fatto, porre delle regole all’accesso della massima serie in grado di garantire la solidità delle società, e questo non solo in termini economici, ma anche – e vorrei dire soprattutto – in termini di capitale umano. Allianz Pallacanestro Trieste sta lavorando con determinazione: avendo acquisito dipendenti e collaboratori investe per professionalizzare ogni settore, tanto che nel tempo è diventata una risorsa in termini di sviluppo di occasioni di lavoro sul territorio. A ciò si aggiunge la gestione diretta dell’Allianz Dome: una ulteriore responsabilità, che impone investimenti e strategia, ma che garantisce ritorno di immagine, diversificazione, possibilità ulteriori di sviluppo. Una scelta che deve essere valutata come un elemento di responsabilità e capacità strategica delle società sportive, una scelta che deve sottendere a garantire all’intero sistema un numero minimo di posti per pubblico in ogni palasport”. 
“La riflessione in corso e la necessaria revisione delle attuali regole si pongono l’obiettivo di dare garanzie ai potenziali sponsor ed elevare il livello di qualità di tutto il sistema. È ciò che attendiamo con impazienza, e il mio convincimento è che da un lato non dobbiamo preoccuparci eccessivamente del rischio di veder diminuire il numero di squadre al via nel campionato perché il gioco vale la candela se vogliamo conferire nuova autorevolezza al nostro sistema, e dall’altro dobbiamo chiedere e ottenere tutela e rispetto per aver, in questo anno così complesso, affrontato investimenti ed effettuato sforzi enormi per mettere in sicurezza le società e il nostro sport”. 
“C’è un ulteriore elemento che vorrei sottolineare, e portare come come contributo all’attuale dibattito in corso ritengo che per ottenere i risultati che ci prefissiamo sia necessario investire molto sul settore giovanile, fucina di nuovi atleti, ma anche di nuovi tifosi. Solo costruendo un sistema inclusivo possiamo creare nuovo pubblico, e le nuove generazioni – con il loro modo di comunicare, di vivere globalmente anche lo sport – sono il nostro primo pubblico, del quale abbiamo assolutamente bisogno per contribuire ad aumentare la nostra credibilità”.