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Allianz a Pesaro in cerca di conferme

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Trasferta importante sotto molti aspetti, quella che Trieste affronta nelle Marche nel posticipo della seconda giornata.

Importante, intanto, per dare un preciso segnale al campionato: l’Allianz non partiva con i favori della critica, il suo roster non smuove particolari entusiasmi da parte degli osservatori della stampa nazionale, che collocano Trieste fra le squadre che dovranno lottare per salvarsi. La vittoria su Brindisi, peraltro meritata, ottenuta contro una squadra che nella vittoria contro Sassari ha dimostrato il suo enorme potenziale, ha già leggermente incrinato queste convinzioni. Tutto sommato, zitta zitta, l’Allianz potrebbe anche imbucarsi al gran ballo della Serie A, quello in cui non basta un bel vestito per fare bella figura, ma sono necessari anche esperienza, preparazione, organizzazione, programmazione per essere credibili e raggiungere obiettivi importanti. A questo ballo Trieste può partecipare a patto che riesca a dare continuità alle ottime indicazioni provenienti dalla partita d’esordio, lavorando duramente per mascherare quelli che da quel match, ma anche da alcune uscite di pre season, sono emersi come difetti strutturali nella costruzione del roster.

Di certo, come del resto affermato anche da coach Ciani, sarebbe stato preferibile approfittare dell’entusiasmo derivante dall’abbattimento della maledizione brindisina cavalcandone l’onda lunga anche nel freddo palazzone pesarese. Per non menzionare il fatto che il posticipo toglie giorni per preparare il match successivo, l’altrettanto importante sfida casalinga contro Brescia. Di necessità virtù, comunque: i tre giorni in più sono certamente serviti, da un lato, per lavorare sull’aspetto atletico e tecnico/tattico in vista dell’imminente rientro nelle rotazioni di Luca Campogrande. Dall’altro, per studiare nei minimi particolari la rinnovatissima squadra avversaria, per i più ancora un oggetto misterioso.

Sfida importante, infine, anche a fini di classifica. Discorso ovviamente prematuro a questo punto della stagione, ma mettere 4 punti di vantaggio fra sé ed avversari diretti, con la possibilità di salire a 6 domenica sera battendo Brescia, sarebbe rassicurante e fondamentale in vista delle difficili partite che seguiranno, a cominciare dalla trasferta sul campo dei campioni d’Italia e dalla sfida interna a Derthona (contro la quale l’Allianz si è già schiantata due volte in stagione).

Pesaro oggetto misterioso, dicevamo. I marchigiani non hanno disputato fin qui molte partite ufficiali, essendo stati ammessi di diritto, grazie a curiosi incroci della passata stagione, ai quarti di finale di Supercoppa, nei quali sono stati travolti dalla Reyer iniziando e finendo così la propria avventura nella competizione. All’esordio in stagione regolare hanno perso a Sassari, ma in modo di gran lunga meno netto di quanto ci si potesse aspettare, sprecando addirittura il buzzer beater della vittoria. Pesaro si è molto rinnovata rispetto alla scorsa stagione, per metà (fino alla finale di Coppa Italia) eccezionale, eccezionalmente deludente nel finale. Intanto ha cambiato guida tecnica: Jasmin Repesa, attratto dalle sirene economiche felsinee, ha preferito il brevissimo matrimonio con la Fortitudo traumaticamente naufragato dopo una sola partita. Al suo posto un altro croato, Aza Petrovic (fratello del sommo Drazen), che si è trovato alle prese con la diaspora dei principali protagonisti dello scorso campionato: l’imprevedibile play tascabile Robinson, l’esperto Filloy, il sostanzioso Tyler Cain ed il micidiale tiratore Filipovity. Al loro posto un pacchetto di scommesse perlopiù sconosciute, che non hanno granché convinto nelle prime uscite tanto da indurre il club (su mandato di Petrovic) a tornare sul mercato. A farne le spese sarà il play brasiliano Caio Pacheco, sostituito dalla new entry Tyler Larson, esperta guardia proveniente dal Bamberg a digiuno di serie A ma con ampi trascorsi in Europa. Larson è arrivato a Pesaro nel weekend e naturalmente il suo inserimento nei meccanismi della squadra è ancora tutto da costruire, così come è da verificare il suo stato di forma. Trieste dovrà guardarsi anche dalla mostruosa fisicità di Tyrique Jones (il quartetto di lunghi biancorosso è comunque ben attrezzato per riuscire nella missione, come dimostrato contro Brindisi) e dalla pericolosità perimetrale di Vee Sanford: per lui, dopo l’exploit difensivo contro Gaspardo, è pronto Lodo Deangeli. Davide Moretti, ex enfant prodige in NCAA bruciato dalla fallimentare esperienza a Milano, è ancora alla ricerca di sé stesso, ma attenzione che la qualità c’è, ed in abbondanza. Aggiungiamo Tambone e Zanotti (che contro Trieste trova sempre energie inattese) e Pesaro, praticamente, finisce qui, se si fa eccezione per l’eterno Carlos Delfino, la cui carta d’identità comincia però a farsi determinante più della sua sconfinata esperienza. Rotazioni corte e di qualità sulla carta inferiore a quelle di cui può disporre Ciani, specie se dovesse poter fare affidamento per qualche minuto anche su Luca Campogrande: le soluzioni offensive per sfiancare avversari così corti sono abbondanti, sarà però fondamentale fare molta attenzione a mentalità e concentrazione, specie nella casella delle palle perse, lasciata quasi in bianco all’esordio.

Palla a due alle 20:30 ala Vitrifrigo Arena, con diretta su Discovery+ (o Eurosport Player per chi ha ancora l’abbonamento attivo) e su Radio Punto Zero.

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